Un inno alla vita, una serata musicale apparentemente leggera, ma di altissimo livello cos l’Associazione “Maggio della musica” ha voluto celebrare l’annuale appuntamento con Telethon. “Musicalmente per Telethon”. A suonare e cantare nella Chiesa Anglicana di Napoli erano in tanti, musicisti più o meno noti, ma tutti desiderosi di dare una testimonianza di affetto e di impegno.
I nomi di richiamo erano davvero notevoli dai Solis String Quartet, a Peppe Servillo, (foto) al tenore Giuseppe Gambi al celeberrimo pianista Michela Campanella, che con la consueta umilt – che è propria dei grandi non ha esitato a suonare insieme con artisti di varia provenienza, affrontando un repertorio per lui davvero inusuale. L’anno scorso in occasione della medesima manifestazione, ha suonato con Salvatore Accardo, regalando al pubblico un momento indimenticabile. Quest’anno Campanella, smessi i panni del virtuoso, acclamato in tutto il mondo come migliore interprete vivente di Franz Liszt, ha accompagnato prima l’ensemble Le Voci Italiane in “Io te vurria vas ” e in “Palomma e notte” e poi Peppe Servillo nell’interpretazione di “Te voglio bene assaje”, ingiustamente attribuita a Donizetti, come ha precisato il maestro prima di sedersi al pianoforte.
Le canzoni affrontate dall’ensemble sono pagine di altissima poesia, sapientemente rielaborate da Ciro Visco, musicista napoletano noto ai più come fondatore dei “cantori di Posillipo”, oggi alla guida del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia. Da sottolineare l’altissimo valore poetico dei testi delle canzoni, piccoli capolavori in dialetto napoletano, cammei preziosi rivestiti da una filigrana di magia, che li rende unici e sempre nuovi, sempre attuali, testimonianze, come ha scritto Campanella, di quella “Napoli della sua più bella tradizione”, che per un giorno dimentica i suoi problemi, sostiene la ricerca e inneggia alla vita.

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