Nàlbero, sembra un albero di Natale finto fatto con 35.000 tubi di Multidirezionale Layer ma vive, respira aria di mare, parla ai turisti di Napoli, città di millenaria cultura vivace estroversa, sempre prima tra le avanguardie, sviluppata a contatto sin dalle origini con i paesi del Mare Nostrum.
Sembra albero piantato quasi sulla sabbia in riva al mare ma è una macchina da festa del XVIII secolo che con le altre, volute da Carlo III, si ergevano festose nelle grandi ricorrenze nel piazzale dinanzi Palazzo Reale. Quest’anno ricorre la nascita nel 1716 del Re saggio, colto, onesto, amante delle arti e della nostra Partenope, tanto da apporre il suo stemma a fianco a due immagini della Sirena a seni nudi sull’obelisco in piazza San Domenico.
Non è una macchina da festa ma un giocattolo come tanti, dall’700 come il gioco dell’oca della famiglia Borbone ad oggi, che sono in mostra al Convento di San Domenico. Esso offre la possibilità di entrare al suo interno, visitarlo, salire a piedi o in ascensore fino al 30° piano, ascoltare dialetti e lingue estere, ti regala emozioni con il suo telescopio che scruta il cielo di Napoli da 18 metri di altezza e fa vedere scatti dei vicoli di Sergio Siano. Non è un giocattolo ma un faro sulla baia per chi arriva per mare, per chi scende dai treni, per chi già vede tutta la città dal cielo.
Sono tanti in questo mese di dicembre giunti da noi perché Regione, Comune, Enti, Associazioni culturali e di imprese, Musei, Teatri, hanno lavorato in sincronia in questi ultimi anni per far rivivere Napoli come voleva e come è stato capace il Re Carlo. Non è un faro ma il classico albero di Natale originale per avere le sorprese al suo interno. Ma, a pensarci, è il presepe ideato dalla fede del napoletano con i tronchi d’albero nel 1025 nella chiesa di S. Maria ad presepe e poi elaborato, nei secoli, prima dalla fantasia dei scenografi e infine dagli artigiani di via S. Gregorio Armeno. Splende di Luce, simbolo di Gesù, ha le botteghe con tutte le attività umane, il popolo che sale verso l’alto (con ascensore) per omaggiare la miracolosa creatività del napoletano che lo rende persona gradita in ogni paese.
Per de Magistris è l’art.1 della Costituzione Italiana: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…”. C’è chi lo apprezza molto e chi lo critica perché gli è antipatico per la sua appartenenza politica. La cultura ha una sola gamma di colori politici. Non è mai fascista, nazista, nera. Il colore di chi brucia e ha bruciato biblioteche in strada, distrutto ancora ora arte e testimonianze di culture antiche di popoli asiatici, africani, americani del sud, europei. Chi usa manganello, olio di ricino, camicia nera, svastica, non è essere umano.
Critica negativamente chi non sa fare nulla. Chi non fa non sbaglia mai. La stupidità ha giurato che Nàlbero è stato costruito con i soldi del Comune. Esso è gioiello di creatività partenopea, amore per Napoli e Campania, investimento sicuro aziendale internazionale di imprenditori salernitani, napoletani, svedesi per il particolare ascensore e montacarichi, tedeschi per la struttura in tubi leggeri montati su basamento in materiale stabilizzato di 120 mc. di lastre di acciaio poste su 1.000 mq. di tessuto a protezione del manto stradale. Alla base 150 tonnellate di zavorra per aumentare stabilità al vento del lungomare.
La solida struttura è stata realizzata in 18 giorni da 40 operai specializzati per tali costruzioni ed altri per l’arredo dei vari standard commerciali. Sui primi due livelli c’è tutto ciò che si trova in centro città dal bar al concessionario auto. L’accordo con il Club della Vela permette di veleggiare nella baia tra Il Castel dell’Ovo, Sorrento, Capri, Posillipo, Nàlbero. Spettacolo di aquiloni di Campania Felix.
Didattica divertente di Opus Lab con passaggi dal planetario digitale al giocattolo scientifico e musicale. «In questi ultimi anni, Napoli è in vetta come città più visitata da un turismo colto, afferma Nino Daniele, assessore Cultura e Turismo del Comune. Il prossimo dicembre, gli alberghi sono già prenotati. Capodichino avrà 17 altre rotte con la previsione di altri due milioni di viaggiatori. Le attività commerciali sono aumentate in città. Chi sbarca al porto rimane tra musei e Centro Antico. Non fugge più in costiera o verso le isole. Questo dicembre a Napoli è il più ricco in Italia di eventi culturali per ogni età ».
Ultima idea vincente è “adotta una strada”. Primo tratto è quello della Cappella Sansevero, museo più visitato. Il Principe soleva dire: «A Napoli si può fare bene tutto ciò che si pensa o si vuole».  Nelle 10 Municipalità si opera per rendere più vivibile e più ospitale la città. Quasi tutti gli eventi del 2016 sono stati alla riscoperta del teatro, musica, canto, cucina tra XVII e XVIII sec. per ricordare re Carlo e gli anni di Napoli capitale di un Regno e della cultura in Europa. Al Museo Archeologico si inaugura questa sera la mostra “Carlo di Borbone e la diffusione delle antichità” alla presenza del Principe Carlo Borbone invitato dal direttore Paolo Giulierini. Oltre alla mostra che è anche in contemporanea a Madrid e Città del Messico si partecipa all’evento “a tavola con Re Carlo”. In verità al tavolo col re poteva sedere solo la moglie Amelia. Musica barocca nelle sedi di Fondazione Pietà ‘de Turchini, Domus Ars, Capodimonte.
Teatro nelle periferie con compagnie di esordienti, rassegna di corti del festival Omovies al Consolato di Spagna e di Francia, mostre al Museo di Pietrarsa, Sant’Elmo, Maschio Angioino, Museo Diocesano, alla Certosa di San Martino, Villa Pignatelli. Tanti eventi per una stretta collaborazione tra pubblico e privato. Il popolo napoletano, ancora primo al mondo, sta per diventare editore di un originale vocabolario su idea di Donatella Gallone, direttore www.ilmondodisuk.com, promotrice di Sos Partenope, traduzione e diffusione del “Dizionario appassionato di Napoli”, di Jean-Noël Schifano, francese cittadino onorario di Napoli, attivo sostenitore della identità culturale partenopea. E’ il libro della città. Per un napoletano significa avere l’immagine della cultura secolare della sua città in un grande mosaico. Ognuno prende un suo tassello scopre la grande notorietà di   Napoli nel mondo leggendo nomi di artisti napoletani o stranieri, detti, proverbi, cenni storici, monumenti, le tante rivolte popolari per difendere la propria libertà, musiche, poesie, teatro, lirica, filosofia, economia, scritti di viaggio di illustri, ricette di cucina.
Nàlbero vive, stupisce, pulsa di eventi che coinvolgeranno napoletani e turisti fino al 19 marzo 2017 per tutti i 90 giorni della sua permanenza sul lungomare di Napoli. L’inaugurazione si è fatta all’ora e giorno stabilito. I lavori di arredo dei negozi hanno ritardato l’accesso al pubblico.
Mark Twain, a Napoli nel 1868, scrive: « “Vedi Napoli e poi muori”. Bene, non ritengo che si debba necessariamente morire dopo aver visto questa città, ma forse a tentare di viverci il risultato può essere diverso.Vedere Napoli come noi la vedemmo nella prima alba dal Vesuvio, significa vedere un quadro di straordinaria bellezza. E quando la luce da lattea si fece rosea, e la città avvampò sotto il primo bacio del sole, il quadro divenne bello al di là d’ogni descrizione. Anche la cornice del quadro era incantevole».
Mozart, il 19 marzo 1770, all’età di 14 anni, scrive alla sorella Nannerl «Napoli è bella, ogni giorno mi piace di più, ma c’è tanta gente come a Vienna e a Parigi. Quando esce il sole si nota subito che si è a Napoli».

Info: dal lunedì al giovedì ore 10/22; dal venerdì alla domenica ore 10/24.

Biglietti: Piano terra e primo piano ingresso libero, per i piani superiori 8 euro, ridotto 5 euro per over 65 anni e minori di 12 anni, gratis per bambini al di sotto di un metro, accompagnatore e disabile pagano un solo biglietto.