Istituzioni, associazioni e volontari si confrontano sul tema della violenza sulle donne e sulle pari opportunit . Due momenti di confronto, targati Comune di Napoli, che guardano ad una precisa direzione di marcia verso un modello d’intervento cittadino.
Focus tematici, workshop e laboratori nelle scuole, un corso di formazione per esperto in psicologia giuridica e redazione di un manuale di comportamento per gli operatori della Rete Interistituzionale Antiviolenza.
E’ il lavoro presentato dal Centro Antiviolenza A.U.R.O.R.A. (Aiuto ad Uscire da una Relazione Opprimente con la Rinascita dell’Autostima).
«Il progetto A.U.R.O.R.A. ha inteso potenziare quella che è stata l’attivit  ordinaria del Centro Antiviolenza attraverso una serie di azioni, soprattutto l’innovazione è stata la realizzazione di dieci punti di ascolto territoriali, presso le Municipalit , che sono collocati proprio all’interno dei centri di servizi sociali territoriali», sostiene la coordinatrice Cristiana Morbelli.
Consulenza e sostegno psicologico, assistenza legale, orientamento al lavoro. Queste le maggiori azioni effettuate nell’anno 2014. E’ emerso un grosso bisogno delle donne di essere ascoltate, la mancanza di informazione rispetto a quali sono i luoghi dove possono essere accolte ed una carenza di strutture di accoglienza per la “messa in sicurezza” delle donne abusate, maltrattate e/o violentate.

Per l’assessore al Welfare del Comune di Napoli Roberta Gaeta «si tratta di mettere a sistema interventi ed attivit  che sono fondamentali per contrastare il fenomeno della violenza di genere.
Significa avere servizi, case di accoglienza e centri antiviolenza, ed avere sistemi per l’attivit  di prevenzione. Avanzare non soltanto verso il trattamento della violenza ma anche di contrastare la cultura dalla quale essa è generata».

Più di 1300 tra docenti, studenti e operatori pubblici formati contro le discriminazioni, più di 100 accessi allo sportello che ha trattato i casi più rari, più di 60 operatori impegnati tra professionisti, docenti, personale qualificato e numerosi volontari. Questo è l’esercito che ha condotto in prima persona Napoli DiverCity una rete per imparare a riconoscere le differenze. Le pari opportunit  delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI).
«Un evento importante che manifesta ancora una volta l’impegno significativo di questa amministrazione per l’affermazione dei diritti negati e per l’attenzione ad individuare buone prassi per prevenire ogni forma di violenza ed educare al rispetto e alla dignit  di ciascuno/a», afferma Simona Marino, delegata alle Pari opportunit  del Comune di Napoli.
«Napoli DiverCity è stato realizzato grazie alla preziosa esperienza di rete tra istituzioni ed enti sul territorio», aggunge Paolo Valerio, direttore del Centro Sinapsi, ente capofila della ATI che ha realizzato il progetto. «Il progetto ha contribuito a portare informazione sulle questioni relative all’orientamento sessuale ed all’identit  di genere in ampie fasce della popolazione, in cui è solo l’ignoranza a creare pregiudizi discriminazioni».

Da oggi vi è anche la Guida dei termini politicamente corretti. E’ importante prestare attenzione alla terminologia che utilizziamo poich le dimensioni linguistiche, i concetti espressi tramite specifici linguaggi ed i discorsi hanno un potente impatto sulla costruzione della realt  e, quindi, anche dello stigma e della discriminazione.

Ricorrere a termini “politicamente corretti” può avere molte ricadute positive sulle persone sia sul piano affettivo che psicologico.
Quando ciò non accade c’è il rischio che si venga a creare distanza o confusione. Una guida pensata per sostenere le persone LGBT, ma anche per tutti coloro che per motivi diversi (genitori, fratelli, amici, insegnanti, educatori, professionisti) si interrogano sulle diverse dimensioni e significati connessi all’orientamento sessuale e all’identit  di genere.

Per saperne di più

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