“Vedi Napoli e poi muori”. Cos recita un vecchio detto, a volte abusato con maligna ilarit , altre volte detto con il petto pieno d’orgoglio. In realt  queste semplici cinque parole si riferiscono allo stato d’animo che colma i cuori di chi si sofferma a guardare attentamente la nostra citt , alla pace, alla quiete, alla bellezza che pervade l’animo di chi si lascia rapire da monumenti, opere, palazzi di altre epoche e di rara bellezza, il tutto unito alla cornice impareggiabile del Golfo. Tante di queste opere fanno parte di quella corrente artistica passata alla storia come arte Barocca, che a Napoli si è manifestata con tratti unici, distintivi, tanto da dare vita al Barocco Napoletano che, tra il 1600 e il 1700 ha dato vita ad una grandissima concentrazione d’arte e di monumenti. Il Centro Storico di Napoli ne è l’esempio lampante, dichiarato Patrimonio Universale dell’Umanit  per la ricchezza delle sue chiese, dei suoi palazzi, i chiostri, le fontane, veri gioielli di cui il palazzo Reale, la reggia di Capodimonte, il Real Albergo dei Poveri sono solo per fare qualcuna delle tantissime, preziose testimonianze; nonch le strade e i quartieri che hanno segnato la toponomastica cittadina, come via Toledo o i Quartieri Spagnoli.

A tutto questo render  omaggio il “Maggio dei Monumenti”, che, in particolare, in questa sua sedicesima edizione, si concentrer  sul passaggio della civilt  spagnola sul suolo napoletano. Cinque fine settimana per raccontare questo incontro, quello tra Napoli e la Spagna che ha segnato profondamente il patrimonio culturale e l’identit  stessa della citt . Ad aprire la manifestazione sar  il concerto acustico, il 1 maggio al teatro San Carlo, della musicista irlandese Sinad O’Connor, introdotta dal teatro di Enzo Moscato, che precede il primo week-end dedicato alla musica, in cui Napoli offrir  un pezzo delle sue radici: il frutto di quella grande stagione musicale barocca che fece di Napoli la capitale europea della musica si fonder  con la tradizione musicale degli zingari dell’Andalusia. Poi ancora, il teatro, che esplorer  il terreno comune tra Napoli e la Spagna a partire dall’eredit  linguistica spagnola; la danza, che animer  il Centro Storico con balli, dal tango alla tammurriata, svelando il fascino e la vera anima della nostra citt ; il cinema, celebrazione delle affinit  tra Napoli e la nazione di Almodovar, Luis Buuel e tanti altri grandi maestri; la letteratura, attraverso scorribande tra fantastico e cronaca contemporanea, l’incontro tra due culture attraverso i racconti paralleli che uno scrittore napoletano ed uno spagnolo faranno della citt .

L’esplorazione di questi due mondi legati per sempre dal filo non solo dell’urbanistica, ma anche e soprattutto dell’arte e della cultura sar  possibile grazie agli itinerari costruiti in collaborazione con l’Istituto Cervantes, 10 percorsi attraverso i quali sar  possibile ammirare tutte quelle testimonianze dell’epoca spagnola che fanno di Napoli un palcoscenico unico di arte e manufatti di inestimabile bellezza. Eccezionale particolarit  sar  poi l’apertura straordinaria di almeno una struttura di epoca spagnole lungo ciascuno dei dieci itinerari guidati.

Vera chicca, infine, della manifestazione sar  la mostra “I preziosi della Real Casa Santa dell’Annunziata di Napoli”, promossa dall’Amministrazione Comunale, Assessorati alla Memoria della Citt  e al Turismo e Grandi Eventi, con la Soprintendenza Speciale del Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Napoli e con il Banco di Napoli S.p.A, allestita nella sede centrale del Banco di Napoli di Via Toledo nei week-end del 22-23 e 29-30 maggio, dalle ore 10 alle ore 18. Saranno esposti per la prima volta al pubblico arredi sacri e di pregevolissima fattura appartenenti al ricco corredo della Real Casa Santa dell’Annunziata, fondata nel XIV secolo come istituzione assistenziale per la cura dell’infanzia abbandonata. Tra i preziosi esposti figurano: una grande corona in argento dorato con applicazioni di finissima oreficeria; un ostensorio in argento sbalzato e argento dorato; una Cimasa in argento sbalzato e cesellato, oltre che tanti altri splendidi manufatti, tutti di manifattura napoletana realizzati tra il XVII ed il XIX secolo, che verranno poi esposti stabilmente, a conclusione della rassegna, al Museo Civico di Castel Nuovo, andando ad arricchire la collezione gi  presente degli argenti della Real Casa.

Nella foto, il cimitero delle Fontanelle