Leopold Mozart aveva un’ambizione. Far conoscere in tutta l’Europa il lavoro del figlio. Perciò puntava al successo del giovane Amadeus a Napoli. Tentò di farlo esibire alla corte di re Ferdinando, senza riuscirci, nonostante che la regina, l’austriaca Maria Carolina, sposata al sovrano partenopeo da due anni, avesse provato a spianargli la strada. Testimonianza dell’infelice tentativo è il Concerto per due Lire, scritto dal compositore salisburghese con la speranza di poterlo eseguire nel regno della musica internazionale del diciottesimo secolo.
L’affermazione non è frutto di una pericolosa allucinazione autunnale, ma si affida all’attenta e documentata analisi di un prodigio artistico mondiale, la scuola musicale napoletana del Settecento. Oltre trecento pagine, di un volume firmato da Vincenzo Amato e pubblicato da Controcorrente “La Musica del Sole”, guidano in un affascinante viaggio, alla scoperta di un predominio schiacciante, occultato con cinico calcolo e spregiudicate alterazioni della realt .
LA DELUSIONE DI AMADEUS
Torniamo a quel ragazzo che sotto la protezione paterna puntava alla consacrazione del successo. Amadeus, consigliato da qualcuno che conosceva bene i gusti artistici del sovrano e sapeva che suo orgoglio era una lira suonata in coppia con un maestro, volendo conquistarne la benevolenza, scrisse il brano per farlo eseguire a Palazzo Reale. Le sue aspettative si spensero con delusione e Napoli, più che un palcoscenico per acquisire prestigio, si rivelò ricca fonte di apprendimento musicale. Un concerto (inedito e segnalato in un articolo del 1968 dallo storico Mario Fabbri, custodito nella biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella) da far scivolare nel silenzio, visto l’esito sfortunato in un ambiente dove la possibilit  di emergere per lui era limitata dall’abbondanza di musicisti e dallo loro elevata qualit .
L’OMBRA DELLA MENZOGNA
Tutto questo non imped al geniale fanciullo venuto da Salisburgo di imporsi sulla scena del mondo, diventando un mito alimentato dalla leggenda, passata al setaccio della verit , in particolare nel paragrafo “La menzogna” . Mozart, avvelenato da Salieri per invidia? Un’insopportabile bugia generata dal romanzo Mozart e Salieri di PuÅkin, riproposta anche sulla scena e, infine, consolidata dal pluripremiato film di Milos Forman, Amadeus. Un avvelenamento inventato per nascondere la causa di una fine improvvisa.
Salieri era un musicista di prestigio che chiuse la sua vita da celebrato artista a Vienna nel 1821, come maestro di cappella e non avrebbe avuto nessun motivo per macchiarsi di un delitto e rovinarsi la carriera. Dal punto di vista di marito tradito nutriva, invece, le sue ragioni per procurargli a suon di bastonate un trauma cranico, Franz Hofdemel, sposato alla ventiquattrenne Magdalena Pokorny, incinta del musicista salisburghese, cui l’impiegato di cancelleria aveva anche prestato molti soldi. Una morte infamante non si addiceva alla sacralit  di un personaggio ben integrato nella gerarchia massonica, fino a far parte degli Illuminati di Baviera, societ  sciolta nel 1785 (sulla carta) che sembra però ancora attiva, capace di condizionare il Nuovo Ordine mondiale, con la strategia Il denaro crea potere.
UNA SUPREMAZIA OCCULTATA
“La Musica del sole” fa luce su molte ombre, dimostrando come la cultura venga condizionata da regie sommerse. Ben riuscita quella dell'(avida) moglie di Mozart, Costance Weber, che, con la complicit  di un amico e un allievo del marito, confezionò il falso più acclamato nella storia della musica, il Requiem, scritto quasi del tutto dopo la scomparsa di Mozart, per consegnarlo al committente, il conte Walsegg-Stuppach, con una firma non autentica.
Oltre l’oscurit , i fatti. Che emergono con prepotenza e vanno in una direzione diversa dal fiume dell’opinione pubblica manipolata con luoghi comuni. I fatti raccontano che chiunque avesse talento musicale doveva arrivare fin sotto il Vesuvio per meritare attenzione e fama. Nella citt  ascoltare musica era come respirare aria nei teatri, nelle sale dei palazzi nobiliari, nelle chiese, negli oratori. Fu un autore di formazione napoletana, Giovanni Paisiello, il più grande dell’epoca, a firmare le musiche per l’incoronazione imperiale di Napoleone nella cattedrale parigina di Notre Dame il 2 dicembre del 1804..
DIZIONARIO DELLA CONOSCENZA
Un caso unico al mondo, Napoli nel Settecento, Con i suoi conservatori. Con la scuola di canto più celebre guidata da Nicolò Porpora, primo banco di prova per i cantanti (castrati), come Farinelli, Caffarelli e Porporino, divi angelici o capricciosi osannati dal pubblico. Un’isola felice. Con il diffuso amore per la musica . Con tanti musicisti di spessore ricordati in un elenco alla fine del volume, dizionario della conoscenza che affascina anche chi non è esperto del settore.
“Lo scalone d’onore dell’antico edificio monastico di san Pietro della Majella, nel cortile seicentesco – scrive nella prefazione            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«B Vincenzo De Gregorio, preside del Pontificio istituto di musica sacra a Roma- apre delle volute in piperno che come delle braccia invitano l’ospite a salire. Enzo Amato ci induce ad ascendere a una gradinata ideale, andando, accompagnati dalla sua scrittura, all’incontro con una delle più appassionanti ed appassionate epopee di storia della musica mai vissute”. Sospesi in una passeggiata senza tempo.

Enzo Amato
La Musica del Sole
Viaggio attraverso l’insuperabile Scuola Musicale Napoletana del Settecento
editore Controcorrente
Pagine 320 (+ 16 di illustrazioni), euro 20

In foto, particolare della copertina