Romanzo d’esordio per Luciano Galassi che dopo le convincenti prove saggistiche e narrative brevi si cimenta sulla lunga distanza. “101 sfumature di Eros” (Kairòs edizioni, euro 10, 180 pagine) custodisce nel titolo le sue intenzioni. un romanzo erotico, ma non solo in queste di sfumature intende tuffarsi. La vicenda, ambientata nella Napoli della sirena Partenope, è in realt  un vero e proprio romanzo di formazione, che ha nel suo grottesco e inetto protagonista Arnaldo Maione lo strumento principe attraverso cui questo cambiamento si attua.
Non è infatti la storia in s a essere importante e centrale, l’autore lo ricorda più volte nel corso della presentazione e lo si intuisce tra le righe di questi legami maledetti. Il libro è stato scritto con e per i lettori, perch siano loro i destinatari ultimi di un percorso che tesse le trame di “una discesa attraverso un paradiso”. Arnaldo Maione, ingegnere schivo e dalla profonda sensibilit , incappa nella relazione extra coniugale perfetta la collega, Tina, troppo irraggiungibile per costituire un pericolo concreto per il proprio matrimonio e al contempo invece vicina abbastanza per concedergli la possibilit  di un’emancipazione non soltanto erotica.
La storia che prende vita è tuttavia sui generis e senza precedenti la femme fatale che Galassi disegna con sobriet  mai artefatta diventa il polo dialettico di una relazione in cui la clandestinit  è prettamente emotiva. L’autore accetta che a dettare il passo, in una materia da lui stesso definita incandescente, sia il lettore che dal titolo è affascinato e respinto, in un vortice di preconcetti con il loro banco di prova nel capitolo centrale della vicenda, il diciassettesimo. Il mnage   trois in cui Arnaldo, Tina e il marito di quest’ultima coinvolgono il lettore prende le fattezze del grottesco e del surreale. Arnaldo è la semplice pedina di una vera e propria iniziazione emotiva e originale per il lettore, spogliando di ogni preconcetto la materia erotica e donando all’opera una maturit  che raggiunge i suoi massimi solo quando l’osservatore sar  in grado di sostenerne il peso. Ma di legami maledetti pur sempre si tratta, con Napoli e l’altro sesso.
Non mancano quindi colpi di scena che tingono di nero la storia con un omicidio dai tratti metaforici sar  non solo il passaggio obbligato che consegner  Arnaldo a una maturit  emotiva che poggia finalmente su solide basi, ma il superamento di una letteratura erotica vissuta come mera esperienza scottante da cui prendere distanze e misure di sicurezza.
Galassi è riuscito, nonostante un titolo fuorviante portatore tuttavia di una scommessa che sembra vinta – allontanando il pericoloso e deleterio accostamento con le ben più note sfumature in maniera chiara e decisa -a consegnare Arnaldo e la concezione erotica letteraria a interpretazioni nuove e coraggiose, grazie a un finale costruito su un’impeccabile coerenza narrativa. Vogliamo quindi sperare che l’ammicco editoriale consumatosi nel titolo si faccia forte di uno stile sobrio, limpido e scevro da ambizioni dettate dal marketing. Non resta che augurare, quindi, una buona lettura ai soli in grado di rispondere a questa domanda .

Di seguito l’intervista all’autore
GALASSI HO DESCRITTO LA DISCESA DI UN UOMO ATTRAVERSO UN PARADISO
(ga. mar.)

Galassi, la prima domanda è un po’ d’obbligo “101 sfumature di Eros”, il titolo rende inevitabile l’accostamento alle sfumature da bestseller della scrittrice britannica E.L. James…
“Diciamo la verit , ovvero che il titolo originario era un altro, ma è stato ritenuto di poca presa sul pubblico dalla casa editrice, per cui abbiamo ritenuto di scegliere un piccolo tratto di un’affermazione del protagonista per renderlo, come spesso accade, titolo del libro. Il protagonista a un certo punto dice “l’avermi dato il suo corpo ed essersi prodotta in 101 sfumature di Eros…”
Il titolo originario?
“La costola della sirena. Perch il racconto comincia e finisce a via Palizzi e volendo prestar fede a uno dei miti della sirena Partenope, morendo suicida si arenò sul litorale e il suo corpo si espanse talmente tanto da determinare la conformazione urbana di Napoli, con la testa che si ritroverebbe grosso modo a Poggioreale e la pinna a Posillipo. A via Palizzi si troverebbe quindi il torace e con un po’ di fantasia potrebbe essere la costola della sirena”.
Napoli è molto presente. Quale ruolo riveste in questo vortice di legami maledetti?
“Napoli è molto presente ma soltanto nella sua struttura urbana, anche se le strade più importanti poi sono inventate, ma la collocazione rionale è abbastanza precisa. Molte vie di cui parlo esistono e rendono una cornice particolare, nella quale si può inserire una storia cos tesa, cos ai limiti”.
Su quale punto intendeva far luce nel momento di stesura del romanzo?
“Per dirla molto sinteticamente … ho inteso descrivere la discesa di un uomo attraverso un paradiso”.
Qualche anno fa parlando di “eros” forse             6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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BEBTB pMBSUPERBi commenti sarebbero stati contrari, oggi la vera rivoluzione all’interno della letteratura può essere proprio questa?

“C’è sempre, secondo me, una forte componente emotiva del lettore che si lascia comunque conquistare dalla descrizione di scene erotiche. come se desse una scossa ponendo il lettore in maniera pregiudiziale o sulla difensiva. Probabilmente ci stiamo affrancando dalla componente emotiva da lettori. Di mio ho cercato di raffreddare con il linguaggio, la scelta dei vocaboli, questa materia incandescente in modo che il lettore possa rimanere turbato e non scottato”.
Perch proprio ora un romanzo, e perch proprio questo tema?
“Sono stato spinto fortemente dalla casa editrice, dal direttore editoriale e dall’editore, a scrivere un romanzo. Io non mi ritenevo tagliato per una cosa del genere, per un giro cos lungo. Credo di avere fatto bene, ho dato, a mio parere, una prova se non altro di maturit  linguistica”.
Che rapporto ha avuto con il lato femminile del romanzo?
“La protagonista femminile pur essendo una dominatrice, dona al protagonista il paradiso di cui parlavo prima. Noi uomini abbiamo bisogno di sentirci scalatori della montagna infinita, e la donna sa come gratificare la psiche maschile”.
un discorso anche culturale, educativo?
“Ne parliamo molto, troppo, educando poco. Dovremmo preoccuparci che le parole non raggiungano l’intelletto ma la sensibilit .”

luned 20 maggio

In foto, la copertina e l’autore