Cuore sensibile di poeta e mano ferma con penna pronta a tracciare, in versi, voci, emozioni e persone della citt  di Napoli. Salvatore Palomba, poeta e paroliere musicale (salda, per esempio, la sua collaborazione con Sergio Bruni, grande interprete della canzone napoletana,con cui ha firmato parecchi brani di successo, tra cui la celebre “Carmela”) raccoglie i suoi versi nel volume “Nu cielo piccerillo” (L’ancora del mediterraneo, pagine 158, euro 15).
Un excursus attraverso quasi cinquant’anni di poesia, cominciata a trasporre su carta fin da giovanissimo. Suddiviso in capitoli, introdotti dall’autore, nel volume è possibile incontrare Carmela, Maria Luna, una misteriosa donna vestita in nero, ma anche Masaniello e Belzebù.
Protagonista tra le pagine, l’amore. Per le donne avute, amate e perdute. E per la citt , lontana (talvolta) dall’abbraccio del sole, ma sempre bagnata dal mare. Azzurre acque capaci di quietare l’animo del poeta nei momenti di più nera tristezza. E tristezza vela le parole del poetico monito “Napule non t’ o scurd “, ricordo dell’orgoglio partenopeo. Di un popolo, unito, capace di alzare la testa contro i soprusi e l’invasione, alla ricerca di una “libert  senza discorse, cumizie e bandiere” erano i tempi delle “Quattro giornate”.
Le mani scorrono veloci le pagine e la mente cerca le parole, emozionandosi. E si finisce inconsciamente soggiogati dal brioso ritmo (musicale) di Palomba, quando ci si accorge che gli occhi seguono le lettere stampate cadenzando un verso dopo l’altro.