Tanta stima, simpatia e affetto verso l’attore eclettico e l’uomo perbene hanno caratterizzato la presentazione del libro di Maria Letizia Loffreda Mancinelli, Nino Taranto. L’Artista e l’Uomo. Un solo abbraccio attorno a quel napoletano di altri tempi che ha fatto innamorare l’autrice. «La stesura di questo libro dice- è stata un’avventura fantastica che porterò nel cuore per sempre. Ringrazio tutte le splendide persone che a vario titolo mi hanno aiutata, supportata ed incoraggiata. Un saluto particolare a Maria Taranto, amata primogenita dell’artista, che mi ha accolta nella sua casa e che con grande amore mi ha raccontato del suo pap ». Tante persone al Teatro Sannazaro tra artisti, imprenditori, editori, scrittori e giornalisti che hanno accolto l’invito di Francesco de Blasio, nipote dell’artista per la presentazione del testo.
Gino Rivieccio ha sottolineato come sia stato fortunato ad aver avuto Taranto come suo maestro e ha fatto partecipe il pubblico dei suoi ricordi. Anche l’attore Tullio Del Matto ha raccontato dell’artista fuori e dentro la scena. E’ intervenuto poi dal pubblico Antonio Schiavulli editore del libro di poesie e dell’autobiografia dell’artista, entrambi in preparazione. Attraverso le loro testimonianze abbiamo potuto applaudire ancora una volta Nino Taranto, quell’artista che Il libro della Mancinelli ci racconta bene sicch val la pena leggerlo e metterlo accanto agli altri libri dei grandi artisti napoletani per poterlo lasciare a futura memoria.

Questa è la storia d’amore di una bambina verso un attore cominciata quando, ancora prima di aver compiuto cinque anni, la sua famiglia la porta a teatro.
Arriva al suo paese, Sora, la Compagnia di Nino Taranto per rappresentare Miseria e Nobilt . La piccola rimane incantata dall’atmosfera e ipnotizzata da lui. Cos, se pur piccolina preferisce guardare Taranto ogni volta che l’attore appare in televisione, piange per alcuni suoi personaggi e per altri sorride e ride. Passano gli anni, ma la passione per l’artista la accompagna sempre.
Circa due anni fa, Maria Letizia, ormai donna matura, prende una decisione vuole sapere tutto di Taranto per poter scrivere di lui, e, come spesso accade il resto viene da s. L’editore della Kairòs, Giovanni Musella, la mette in contatto con Andrea Jelardi che dell’artista nel 2012 aveva scritto un saggio biografico, e lui a sua volta le d  il contatto di Francesco de Blasio, nipote dell’artista e Segretario della Fondazione Nino Taranto, infine per il materiale visionabile si rivolge a Teche Rai. Cos Maria Letizia può cominciare il viaggio nella vita dell’uomo e del suo amato artista.
L’autrice non è una scrittrice e non è napoletana, ma l’entusiasmo è un motore potente ed insieme al sostegno delle persone giuste l’aiutano a perseguire l’ambizioso obiettivo, e cos comincia «Il 28 agosto a Napoli, in vico dei Carbonari, nasce un bambino. Ha gli occhi verdi e non piange. Rivolge uno sguardo sprezzante e indisponente all’ostetrica, poi alla madre e gli occhi si riempiono di passione…». E’ quello sguardo che ha catturato l’autrice. quella l’arma di seduzione dell’artista e ci dice «Potrebbe persino non parlare, non muoversi, non gesticolare, il guizzo dello sguardo, basterebbe a far intendere il carattere, lo stato d’animo del personaggio».
E la voce… anche di quella ne fa giusto uso, lui sa che è duttile e la modula, la adatta al testo che recita, sicch ha uno sguardo ed una voce ad hoc per ciascun personaggio per il poliglotta, per le macchiette, per il guappo, per l’ubriaco, per il cacaglio… Taranto è un artista e come tale è capace di vivere intensamente i sentimenti e quando riesce a metterli su carta possono nascere delle poesie, come nel caso di “Lusingame” che racconta il distacco dalla figlia Maria che gli ha annunciato le imminenti nozze. Vita, parole e musica si fondono nasce una serenata che verr  interpretata prima da Sergio Bruni e in seguito da Roberto Murolo e Fausto Cigliano. Canzone-Teatro-Cinema-Radio-Televisione, la Mancinelli ci porta per mano a farci conoscere le abilit  dell’eclettico artista, il suo repertorio consta di trecentosessanta fra canzoni e macchiette e ottanta film.
Ci racconta dell’uomo, quello che ha avuto come riferimento la famiglia e che a sua volta lo è stato per i suoi tre figli, prima, e per i nove nipoti, poi. Una persona autentica che ha saputo esprimere la gioia, il dolore e l’ironia dell’anima napoletana. Di questo e di altro ci racconta Maria Letizia Mancinelli, fino al punto che si può immaginare di vederlo ancora quando in sincrono con l’ultima nota musicale si toglieva la paglietta bianca a tre punte in segno di saluto, quella paglietta assurta a simbolo della sua lunga carriera.

Nelle foto, la presentazione al Sannazaro e la copertina del libro