Quanto vanno d’accordo televisione e teatro? Fino a che punto possono convivere, mescolandosi l’uno all’altra per generare un nuovo linguaggio espressivo? In che misura l’uomo di teatro si sente “altra razza” rispetto all’uomo di televisione?

“Napoli non si misura con la mente” è un lavoro insieme multidisciplinare e indisciplinato in cui ordine e flessibilit , regola e creativit  non si pestano i piedi, ma coabitano, si sviluppano fino a determinare un ibrido, un’opera a met  strada tra il teatro e la televisione.

Realizzato dal Napoli teatro Festival Italia con il Centro di produzione della Rai di Napoli, il progetto nasce dalla penna di Manlio Santanelli e dal contributo di Serena Sinigaglia e Claudia De Toma che ne hanno curato il riadattamento televisivo.

“Il teatro appartiene al codice genetico di Napoli. spiega Francesco Pinto, direttore del Centro di produzione Rai di Napoli Negli anni sessanta, attraverso la trasmissione di lavori teatrali sul piccolo schermo, la rai ha contribuito a rinnovarne il linguaggio. “Napoli non si misura con la mente” è stato girato come se fosse uno sceneggiato, una fiction. Il nostro, dunque, è un tentativo di creare una passerella tra passato, presente e futuro, per raccontare il teatro in chiave innovativa.”

Manlio Santanelli, scrittore alle prese con l’assurdo, immagina un miracolo in diretta tv: il cameraman Pasquale Ruoppolo, nel bel mezzo di un talk shaw, cade in una sorta di trance mistica urlando “a Marooooonnnnaaaaa!” Questa visione dura giusto il tempo dell’annuncio. L’apparizione e il trambusto che segue, si sgonfiano con la stessa rapidit  con cui si sono manifestati, smascherando la logica impietosa dei media. Santanelli descrive con amara ironia i meccanismi di creazione e abbattimento dei miti mediatici.

“L’esperimento condotto da Santanelli, Sinigaglia e De Toma, che andr  in onda su Rai Tre sabato sera alle 23:05, – ricorda Paolo Carmignani, Dirigente Rai – è un apologo sulla tv e sui napoletani e testimonia la vitalit  del Centro di produzione Rai di Napoli, fabbrica altamente specializzata in cui si fondono passione e competenza.”

L’opera si costruisce in un continuo divenire. La parola dalla pagina si trasferisce al palco e dal palco alla televisione in un perenne traslocare, in cui il linguaggio originale si deforma fino ad assumere una forma inedita.

“A volte i linguaggi ti stanno stretti. Di uno ti piace una cosa, di un altro te ne piace un’altra. Ecco allora che tentare di rubare il meglio al teatro, al cinema, alla televisione, è forse il segreto di ogni regista.” Con queste parole la regista milanese, Serena Sinigaglia riassume il senso di un progetto, in cui teatro e televisione si incontrano per magnificare la loro essenza.

Nella foto, un momento della conferenza stampa

LA NOTIZIA – Il Signor Attilio Cndramo …e altri perdenti

Domani, venerd 4 giugno (ore 18) nella sala ABC in via Donizetti, 2a (Palazzo Funicolare Centrale, Vomero di napoli) si presenter  il volume “Il Signor Attilio Cndramo …e altri perdenti” di Giuseppe Vetromile (Kairòs Edizioni). All’incontro, moderato da Christian Di Masi, interverranno Aurora Cacopardo e Gertrude Pessina. Letture di Mariarosaria Riccio. Sar  presente l’autore