Napoli per la Palestina in occasione della giornata Onu per la Palestina del 29 novembre 2015 la Comunit  palestinese- Campania ha presentato il 27, 28 e 29 novembre 2015 nella Casina pompeiana della villa comunale di Napoli “Pane storia d’amore in tempo di guerra”, scritto e diretto da Luisa Guarro liberamente ispirato al racconto "Il pane" di Samira Azzam con Cecilia Lupoli, Ettore Nigro e Omar Suleiman disegno luci Paco Summonte. E’una storia d’amore romantica, drammatica, nata nel 4 aprile del 1947 durante la breve resistenza dei civili palestinesi tra una volontaria infermiera e un maestro improvvisato soldato. Il pericolo di morte, il fragore delle esplosioni, la paura e la rabbia non impedisce di trovare l’amore. E’ lei, la donna col suo intuito, la paura di essere sola, la sua voglia di amare ed essere amata, che intuisce tra tanti di aver trovato il suo uomo. Non è attrazione sessuale ma corrispondenza di ideali, intelligenza, sensibilit .
Acqua e pane, semplici poveri simboli di familiarit , offerti da lei al soldato sono prove del suo amore. Il pane è il corpo e l’acqua la fonte di vitalit . Cristo nacque a Betlemme citt  del pane in una grotta simile al tabernacolo in cui è custodita l’ostia il suo corpo e il calice col vino il suo sangue offerto per salvare noi dalla tirannia e dalla schiavitù, da ogni dittatura, dall’oppressione dei potenti, per vivere da uomini liberi.
Lo spettacolo ha toni drammatici, commuove, ricorda il dramma in cui un popolo inerme vive ancora oggi oppresso oltraggiato sterminato ingabbiato come topi, privo di cibo acqua medicine da Israele ignorato dalla Comunit  europea, America, Russia. Da anni si assiste a una impari lotta tra Davide e Golia. Un popolo si ribella per difendere la sua libert , dignit  di esseri viventi e di cittadinanza con pietre mentre Israele bombarda con aerei notte e giorno case scuole ospedali, blocca per mesi con carri armati il governo e il capo di Stato palestinese. Bambini che non possono andare a scuola, giocare fuori casa, nutrirsi anche di poco, curarsi, sognare. Mentre sentiamo nei nostri Tg ” i ragazzi israeliani sono costretti a vivere le loro vacanze al mare sotto stretta sorveglianza dei soldati”. Gli ebrei hanno dimenticato molto presto le persecuzioni subite da nazisti e fascisti e il loro comportamento ricorda molto in modo più spietato le offese subite nel voler una morte lenta tra atrocit  di ogni uomo donna bambino palestinese.
Nel mondo occidentale viene ricordato ogni anno il 27 gennaio l’Olocausto. Tale rispetto non c’è per i palestinesi. Appare molto strano che vengono ricordati solo gli ebrei e non l’egual numero di partigiani, omosessuali, dissidenti al nazismo e la fascismo. ll terrorismo di oggi nasce dalla guerra del Golfo del 1991 causata da Busch a difesa di Israele minacciata solo verbalmente da Sadam. Israele e Palestina hanno lo stesso sangue. Sono come parenti. Il più spietato pretende dal parente più povero le sue terre, la morte nel suo mare.

I due giovani nello spettacolo sognano di sposarsi, avere figli, vivere vicino al mare profumato di aranci. Per loro rimane solo un sogno dal 1947 in Palestina è guerra, si vive nel terrore, sola certezza è la morte.

Nel dramma non muore la speranza espressa in scena da una ampia vela che nell’avvolgere i due attori si propaga in platea per unire nel loro sogno il pubblico napoletano difensore di pace e convivenza pacifica. Il messaggio più forte è il chiedere Aiuto a tutti con la diplomazia per una vita non bellicosa tra i due popoli. «Samira Azzam ha vissuto la Nakba, la cacciata dei Palestinesi dalle loro case, scrive ciò che ricorda e ne fa dei racconti brevi, tristi e intensissimi. In essi il linguaggio è concreto, materico, mai astratto, mai concettuale. In quella sua primavera la Palestina ha conosciuto due cose, l’amore e la guerra e l’amore dava significato alla guerra. La guerra, in Palestina, non è il nemico che si uccide per caso o per interesse, è invece il diritto alla vita della terra che si ama. E della ragazza che si ama…. Samira, giornalista e autrice, nata nel 1927 ad ‘Akka nella Palestina sotto mandato degli inglesi, nel giugno del 1967, mossa dalla speranza e dall’amore, parte dal Libano, dov’era stata deportata e tenta di arrivare a Gerusalemme, per prendere parte e documentare la guerra dei 6 giorni. Samira muore». Cos Luisa Guarro, regista.
La comunit  palestinese chiede a tutti coloro che credono nella pace e nella libert , di alzare la voce e di sostenere la lotta del loro popolo. Una lotta per la libert  e l’autodeterminazione, per la creazione di uno Stato laico e democratico. Il pane nelle svariate forme e profumi è alimento quotidiano per tutti.
Anni fa si tenne una mostra del pane di vari paesi dell’area mediterranea in piazza Dante a Napoli. E’, forse, un evento che va ripetuto ogni anno per promuovere fratellanza, pace, convivenza tra popoli confinanti.

Qui sopra, una scena dello spettacolo che è stato rappresentato a Napoli