Mettiamo la testa a posto. La testa è quella della Sfinge che da sessant’anni ormai manca nel celebre gruppo scultoreo del Nilo conosciuto come “il corpo di Napoli”, nel cuore storico di Partenope. Lo slogan è lanciato dal comitato per il restauro della scultura presieduto dall’avvocato Carmine Masucci che, stamattina, nella cappella di san Severo, ha presentato il progetto di ricostruzione dopo il ritrovamento, frutto di una di una sinergia culturale tra le soprintendenze (artistica, architettonica, archeologica) e il nucleo dei carabinieri addetto alla tutela del patrimonio culturale partenopeo, guidato da Carmine Elefante. Che ha spiegato come la Sfinge sia riemersa durante un’operazione di routine del reparto specializzato dell’arma /istituito nel 1969). La testa è riapparsa in una collezione austriaca e, attraverso il recupero della memoria della gente e lo studio degli esperti, si è arrivati all’identificazione e alla restituzione del pezzo da parte del collezionista straniero di cui è stata riconosciuta la buona fede.
“Mettiamo la testa a posto” è la frase scritta dietro la cartolina disegnata in giallo, rosso e blu da Lello Esposito che raffigura la statua del Nilo, ponendo al posto dell’opera mancante un punto interrogativo e la maschera di Pulcinella. La si può acquistare per 2 o 5 euro, a seconda del formato (piccolo o grande) in negozi, caffè, librerie , ristoranti della zona o direttamente alla biglietteria del Museo Cappella Sansevero. Il comitato, gi  promotore nel 1993 in un’operazione di coinvolgimento dei cittadini per restaurare l’opera con l’iniziativa “una goccia per il Nilo”, si ricostituisce, 20 anni dopo, riappellandosi allo spirito di identit  e di appartenenza dei cittadini, sollecitandoli a riappropriarsi di un pezzo del loro passato, da tempo trafugato e puntando a riposizionare dov’era il tassello della scultura, finalmente ripescato, entro il dicembre 2014.
La statua del Nilo fu commissionata dalla comunit  di egiziani della Napoli greco-romana che volle consacrarla alla divinit  fluviale. Rinvenuta in epoca medievale (priva del capo) e per errore scambiata con una figura femminile che sta per allattare due fanciulli e, quindi, ribattezzata "Il corpo di Napoli”; in seguito, rifatta in gran parte. La sfinge (adesso recuperata) fu realizzata (intorno al 1806) da Angelo Viva, allievo di Giuseppe Sanmartino. Rieccola a indicare la strada giusta del futuro la collaborazione tra pubblicato e privato, in uno slancio di entusiasmo e consapevolezza di quello che siamo stati e che potremmo essere.

Per saperne di più su come aderire all’iniziativa e al comitato cliccare il sito
www.comitatocorpodinapoli.it

Ecco dove si può comprare la cartolina disegnata da Lello Esposito
Articoli religiosi Russo, Bar Nilo, Bar Pasticceria Scaturchio, Caffè Letterario Strega, Caffetteria San Domenico, Gambardella, Libreria Colonnese, Libreria Dante&Descartes, Libreria Librido, Libreria Ubik, Museum, Pizzeria Sorbillo, Sedili caffè, Tandem, Tattoo Records, Taverna dell’arte

Nelle foto, in alto, la Sfinge ritrovata (fotografata da Wanda Selis). In basso, il gruppo scultoreo in uno scatto di Massimo Velo, l’opera negli anni cinquanta e la cartolina di Lello Esposito