Bianco su Bianco spettacolo di Daniele Finzi Pasca, autore regista coreografo codesign luci, sul palco del Teatro Nuovo di Napoli Helena Bittencourt, brasiliana, Goos Meeliwsen, olandese. Due attori clown giocolieri eccezionali. La drammaturgia contemporanea non ha più attori impomatati ingessati immobili sulle tavole del palcoscenico ma dinamici che cantano ballano suonano uno o più strumenti.
STORIE TRAGICHE
Attori che nelle Accademie imparano tecniche circensi per poi sul palco creare azioni sceniche dinamiche estrose che meravigliano e incantano adulti e bambini. Storie tragiche vengono immerse in un mondo surreale per poi essere raccontate con velata e raffinata comicit . I personaggi del dramma non sono dei, eroi, re e regine ma gente semplice e in particolare giovani, bambini, donne. Non più spade ed elmi ma l’ indifferenza arma ugualmente letale. La tragedia del vivere di tanti in scena non ha più toni aspri drammatici violenti. Essa viene narrata con un nuovo linguaggio che è proprio quello dei sogni ossia sereno pacato sottovoce. La storia ugualmente commuove, provoca la lacrimuccia, coinvolge, ma non causa tristezza piuttosto quel delicato piacere dei piccoli nell’ascoltare una favola prima di addormentarsi per farli poi sognare.
L’ASSENZA DI CULTURA
Come ogni favola ti fa meditare sulla cattiveria della matrigna, dell’orco, della strega, del lupo. La favola di Finzi Pasca ha la cattiveria dell’umanit , la paura della solitudine e degli sguardi del diverso, la falsa interpretazione della Pace, della Democrazia, della Libert , la scarsa sensibilit , l’assenza di cultura e del poter sognare un futuro diverso. La favola viene ascoltata dalla voce dai timbri delicati di Helena. I suoi toni musicali appaiono come quelli della Fata che narra a Pinocchio la realt  in cui si trova a vivere. Goos, fungendo da spalla in modo eccellente, interrompe con geniali performance il monologo e il racconto si trasforma in nuvolette di cipria o in conchiglie che vengono sfilate una dopo l’altra da una collana.
QUASI ACROBATI
Giocano con cappelli, lei con la chitarra e lui con un vecchio organetto, ballano, cantano. Tutto su un palco colmo di bianche lampadine sistemate come stallatiti e stalagmiti che diventano stelle fioche in una notte o splendenti in un salone di feste. Sono anche quasi acrobati. Lei si arrampica sulle spalle di lui per toccare una stella(lampadina) o volteggia lieve.
Musica, sound design e co-design delle coreografie Maria Bonzanigo. Hugo Gargiulo ha ideato la scenografia. Produzione della Compagnia Finzi Pasca.

In scena la vita trasgressiva di Anaïs Nin

Venerd 12 (21.30) e sabato 13 giugno (19.30) va in scena al Teatro Nuovo “Dario di s”. Nota soprattutto come scrittrice di letteratura erotica, Anaïs Nin è stata anche danzatrice, poetessa, modella, psicanalista. Ma è stata, soprattutto, una grande osservatrice dell’animo umano, delle dinamiche sentimentali, dei rapporti tra i sessi. La sua vita ha attraversato tutto il Novecento muovendosi tra Parigi e New York, tra Henry Miller e Otto Rank, per citare solo due dei suoi più famosi amanti. Ed è a questa donna che ha avuto il coraggio di sfidare le convenzioni della propria epoca che Luca Cedrola e Bruno Garofalo dedicano questo spettacolo.

Per saperne di più
www.napoliteatrofestival.it/