“Rituccia” al Teatro Nuovo con il pubblico delle grandi occasioni tra gli eventi di Napoli Teatro Festival Italia. Regia e testo di Fortunato Calvino. Antonella Cioli nei ruoli di Rituccia e Amalia, Peppina è Antonella Morea, Laura Borrelli in Carmela, Gioia Miale I donna, Rosa Fontanella II donna. Cinque donne rendono omaggio a Eduardo in un testo di Calvino che ricorda, all’et  di 16 anni, il suo primo incontro col teatro e con il Maestro nella prima al Teatro San Carlo del 1945 dello spettacolo “Napoli milionaria”.< br>
CICATRICI DELLA SOFFERENZA
La citt  da un paio di anni era tornata libera dall’occupazione tedesca ma il ricordo della guerra era ancora vivo. Rituccia ancora ragazzina aveva vissuto la tragedia della follia di ogni guerra, i bombardamenti giorno e notte, le fughe nei ricoveri luoghi di aggregazione di ogni et  dove si sostava per lunghe ore per pregare mangiare dormire per non piangere, sognare la fine di non aver più paura, temere di morire o rimanere come i suoi coetanei orfana, palazzi e chiese ridotte in macerie, morti e mutilati nelle strade, tram colpiti dalle bombe divenuti tombe per decine di viaggiatori, il suono lacerante e lugubre delle sirene, lo stridore in cielo dei bombardieri e poi tonfi di bombe e bagliori di fiamme mortali, i pianti dei bambini e i volti coperti di lacrime degli adulti, la fame, la miseria, la mancanza di medicine e di viveri. La guerra toglie la possibilit  di ridere, giocare, passeggiare, essere bimbi felici e ai genitori il dolore di vedere i propri figli sempre spaventati e soffrire la fame.
QUEI 450 MORTI
Ma anche i ricoveri non facevano sperare di rimanere in vita o poter uscire salvi. Alcuni erano stati penetrati da bombe di grosso calibro come quello di via Mario Pagano con più di 450 morti. Lo spettacolo rievoca quella tragedia vissuta dal popolo napoletano. E’ un intreccio tra ricordi e il ritorno alla normalit  in cui le sofferenze di quegli anni non sono stati dimenticati. La memoria non si cancella.

ATMOSFERA MISTICA
La messa in scena è mistica. La collocazione delle attrici sul palco ricorda le pale d’altare di Piero della Francesca. Le luci di Renato Esposito, le scene di Paolo Foti, i costumi neri e rossi fuoco di Annamaria Morelli della sartoria C.T. N 75 di Vincenzo Canzanella ricordano le tele di Mantegna. Le musiche originali di Paolo Coletta accentuano la drammaticit . Assistente alla regia Stefano Ariota, scene realizzate da Massimiliano Pinto, addetto stampa Raimondo Adamo.

Per saperne di più
www.napoliteatrofestival.it

Nella foto, una scena di "Rituccia" immortalata da Salvatore Pastore