Definire Raccogliere & Bruciare (Ingresso a Spentaluce) semplicemente una “riscrittura”di Spoon River da parte di Enzo Moscato, sarebbe riduttivo. I frammenti dall’opera di Edgar Lee Masters  tradotti dal drammaturgo partenopeo, impregnati di sonorità, lingua e ritmica di altra natura, trasformano infatti  il cimitero sulla collina di Spoon River.
Ecco, quindi,  che da un  cimitero dell’Illinois prende vita la galleria di ritratti umani che potrebbe essere  Partenope dopo l’ennesima eruzione del Vesuvio. Partenope, ma non solo.  Infatti l’allegoria non ci sembra essere l’asse portante dell’operazione drammaturgica. O almeno lo è nella misura in cui riesce ad essere il momento di passaggio dalla visione del Particolare a quella dell’Universale. Perché, e ancora una volta Enzo Moscato mostra in questo la sua indiscutibile bravura, il Linguaggio utilizzato, esso stesso Sistema di Segni e di Suoni  che vive quasi di vita propria sul palcoscenico, riesce a creare, in una sorta di cortocircuito di linfa vitale, infiniti Mondi.
E di questi, l’allegoria di Neapolis la greca sembra esserne solo una metonimia. L’opera di (tra)duzione da lingua a lingua, da linguaggio a linguaggio, diventa opera di (con)duzione da Universo ad Universo.
Il drammaturgo napoletano nelle note a proposito della messa in scena, afferma che
«[Spentaluce è ] allegoria, quest’ultima,  sin troppo trasparente, ma anche, a momenti, contrastante- confondente, di Neapolis-la greca, distrutta da un’ennesima quanto lavica eruzione micidiale del Vesuvio, che è, poi, a ben guardare, il vero e l’unico demiurgo Giove-Pluvio- Ultor, che in bene e in male, da vivi nonché da morti, dittatorialmente, da sempre, ne sovrasta e condiziona gli abitanti». Ebbene, Enzo Moscato è il Demiurgo che plasmando Lingua, Ritmo e materiale poetico, crea materia drammaturgica alla quale dona il Soffio Vitale con somma maestria.
Il lavoro di Enzo Moscato, che sceglie tra i 263 frammenti dell’opera originale, è durato parecchi anni. Prodotto dalla  Compagnia di Enzo Moscato con Casa del Contemporaneo e Fondazione Campania dei Festival  lo spettacolo vede in scena con Moscato, un cast ricchissimo in cui ogni attrice e attore regala una piccola perla: Giuseppe Affinito, Massimo Andrei, Benedetto Casillo, Salvatore Chiantone, Gino Curcione, Enza Di Blasio, Carlo Di Maio, Cristina Donadio, Amelia Longobardi, Ivana Maione, Caterina Di Matteo,  Vincenza Modica, Tina Femiano, Gino Grossi, Rita Montes, Anita Mosca, Francesco Moscato, lo stesso Enzo Moscato,  Imma Villa e la partecipazione di Oscar e Isabel Guitto.
L’allestimento è arricchito dalle suggestive installazioni di Mimmo Paladino e dalle luci di Cesare Accetta.
In alto, Enzo Moscato nello scatto di Salvatore Pastore

Repliche il 10 e 11 giugno
Galleria Toledo
Via Concezione a Montecalvario, 34 Napoli
Per saperne di più
https://www.napoliteatrofestival.it/