Poche cose sapevo del film “Il Natale della mamma Imperfetta”(in foto, una scena) proiettato in esclusiva al cinema Metropolitan, a via Chiaia (Napoli). Sterili conoscenze che si riassumevano nelle più evidenti e deducibili informazioni, ovvero che si trattasse della traduzione cinematografica in versione natalizia della serie tv “La mamma Imperfetta” trasmessa su Rai 2 in prima serata nella stagione autunno-invernale, e che una certa prevalenza fosse data alle voci femminili in un racconto nevrotico e a tratti paradossale della quotidianit .
Appena arrivato in sede, non mi stupisco della prevedibile eccedenza numerica di donne, bens è l’incredibile religiosit  frenetica con cui gruppetti assemblati di “fanwomen” accompagnano recitazioni esatte di frasi, scenette e gag che ritagliano direttamente da un episodio della serie, e che indossano come fosse l’unico abito della serata degno di essere vestito. L’espediente televisivo e/o cinematografico del “girlpower” non è di certo recente, “Sono cresciuto con Sex and The city” mi dico per rassicurarmi, finch non vengo subito smentito “Questo è l’anti-Sex and The City”.

La proiezione del film viene preceduta da una breve intervista con parte del cast (Vanessa Compagnucci e Fausto Sciarappa), il regista e il creatore della serie Ivan Cotroneo e la produttrice Francesca Cima. Si racconta l’excursus storico di un’idea dello scrittore Cotroneo che presto prende corpo e approda sul web, passando “un attimo” per il fenomeno culturale della serie tv “La mamma Imperfetta”, e arrivando finalmente ad assaporare il gusto del pubblico della grande sala cinematografica che ha ospitato il film natalizio per un unico giorno.

“Il Natale della mamma imperfetta” racconta i giorni frenetici che precedono il Natale, giorni che travolgono ogni famiglia in un vortice di appuntamenti obbligati e che lanciano piccole ma continue prove bambini che presentano liste di regali introvabili, ricerca di decorazioni sempre più originali, sbarchi di suocere impossibili da altre citt , organizzazione del cenone.
Attraverso la perpetua e originalissima forma narrativa dell’ironia che per un filo non tocca eccessi di stravaganza, si dipinge il quadro variopinto di quattro donne che fanno di tutto per ricreare a modo loro la magia energica del Natale, talora perfino compromettendola perch troppo faticosa da mettere in piedi (una delle protagoniste si finge ebrea con i figli per giustificare l’assenza di addobbi natalizi in casa!). Scordate gli abiti griffati e le Manolo Blahnik di Carrie Bradshaw, a queste donne non importa essere impeccabili nella sfilata vorticosa della vita, la loro eleganza risiede nel grandioso e trasparente senso empatico che condividono più con la realt  dello spettatore che con la finzione cinematografica delle loro storie paradossali … non è poi questa la “perfezione"?