Maratea palcoscenico naturale di arte contemporanea. Dal 24 al 26 luglio la cittadina lucana far  da cornice al festival di arte sul mare, progetto promosso e organizzato per la prima edizione di MarARTEa, il mare nel mito. Un percorso d’arte contemporanea permanente che coinvolge tutta l’area del porto di Maratea dove saranno collocate sculture, installazioni, murales, mosaici, fotografie, creando cos una passeggiata artistica en plein air dotata di grande fascino per il visitatore. Un museo a cielo aperto con le opere e le installazioni di Valerio Coccia, Francesco Correggia, Roberto Crea, Roberto Paci Dalò, Domenico David, Matteo Fraterno, Franco Salemme, Nicola Salvatore, Regine Schumann e Carla Viparelli che ripercorreranno il tema de “Il Mare nel Mito”.

Tutte le opere realizzate site specific danno grande rilevanza all’ambiente marino, al paesaggio e soprattutto alla luce in relazione alle singole opere realizzate appositamente per il festival.

I lavori realizzati dagli artisti, a evento concluso, verranno donati all’associazione culturale MarARTEa, per il nascente museo del territorio a cielo aperto, istituito nella magica location del porto di Maratea e denominato MarARTEa Open Museion. Il progetto nasce da un’idea di Paolo Tommasini e Maria Antonietta Roselli con la collaborazione di Joanna Irena Wrobel, Mimmo Longobardi e Franco Leone e Giampaolo Prearo e del Professor Francesco Correggia, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, coordinatore delle attivit  culturali del Biennio di Arti Visive.

Il cartellone dei tre giorni è ricco di eventi: Venerd 24 luglio si esibir  infatti in “Nishmat hashmal”, una performance live, suono, video, luce, Roberto Paci Dalò/Giardini Pensili. Tutto ciò che avviene è creato in tempo reale attraverso tecnologie digitali e analogiche: 22 lettere dell’alfabeto ebraico sono proiettate sulle case del porto di Maratea creando una singolare sovrapposizione tra architetture reali e immaginarie. Un intreccio tra suoni e visioni esplora il ritmo come territorio del rituale e riflette su una pratica della trance e della preghiera. Una prima versione dell’opera è stata presentata al Parma Teatro Festival. Sempre il 24 si esibir  Leon Pantarei, multi percussionista calabrese, presenter  invece il progetto “Omparty, folklore immaginario”: rappresentazione Ipnotico-Mantrica attraverso il mix voce-percussioni.

Sabato 25, invece, verranno presentati la mostra “Joseph Beuys in Manifesto”, a cura di Studio Oggetto-Caserta/Milano e il progetto “Bandiere d’artista” che vede il coinvolgimento di Giovanni Soldini. Un progetto che riunisce, tutte insieme, sotto il solidale simbolo dell’arte le regioni della Campania, Basilicata e Calabria (Scario, Sapri, Torraca, Vibonati, Maratea, Lauria, Trecchina, Praia a Mare, Aieta, S. Nicola Arcella, Scalea, S. Maria del Cedro, Grisolia, Diamante e S. Domenica Talao). In alcuni di questi luoghi ideali, vicino al mare, verranno collocate una Bandiera d’Artista, allo scopo di “segnare il territorio cos conquistato dall’arte”, segno d’appartenenza, fratellanza e unione (Alzabandiera ufficiale, sabato 25 luglio ore 19).

Domenica 26, dopo i lavori della Conversazione sull’Arte Contemporanea dal tema “Oltre la luce”, tavola rotonda condotta da Ciro Cacciola ed alla quale prenderanno parte Francesca Alfano Miglietti, Carmine Benincasa, Antonio Capano, Francesco Correggia e Pasquale Persico, si esibir  poi in un concerto Piano Solo Alessandra Celletti. Pianista e compositrice, la Celletti è capace di passare da un genere all’altro riuscendo a fondere stili apparentemente inconciliabili: dalla musica classica al rock, dal pop al minimalismo passando per la musica sperimentale.

Inoltre, per tutta la durata del festival, il Museo di Fotografia Contemporanea Ken Damy di Brescia, tra le più importanti istituzioni italiane del settore, esporr , in uno dei percorsi più caratteristici del borgo antico del porto di Maratea, una suggestiva “galleria fotografica aperta” visibile al pubblico in maniera permanente.

Nella foto in alto, il porto di Maratea. In basso, da sinistra, "Parole negli occhi" di Riccardo Dalisi e "Il tuffatore" di Paolo Tommasini