Il teatro dei sensi, un immaginario sospeso tra l’irreale e il simbolico, il dionisiaco e il tribale. Venerd 30 gennaio la Fondazione Morra apre le sua attivit  per il 2009 con il ciclo di convegni “L’estasi dell’immanenza” dedicato alle interazioni tra l’opera di Hermann Nitsch e il pensiero filosofico contemporaneo.

Il primo incontro, sul tema “Richard Wagner – Hermann Nitsch dall’opera d’arte totale all’Orgien Mysterien Theater”, si terr  presso la sede del Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee “Hermann Nitsch”, in vico lungo Pontecorvo 29/d, Napoli, alle ore 17, Interverranno Romano Gasparotti (docente di Ontologia fondamentale, Universit  San Raffaele di Milano) Lorenzo Mango (docente di Storia del teatro, Universit  l’Orientale di Napoli) Aniello Montano (docente di Storia della filosofia, Universit  di Salerno) Andrea Cardillo (Responsabile settore filosofia Fondazione Morra, Napoli). Concluder  Hermann Nitsch.
Il teatro di Hermann Nitsch affonda le sue radici nel concetto wagneriano di Gesamtkunstwerk, di opera d’arte totale come sintesi di musica, poesia, pittura e azione drammatica. Nel suo “Orgien Mysterien Theater” Nitsch, riprendendo e ampliando l’intuizione di Wagner, ha immaginato un’azione drammatica caratterizzata dalla sollecitazione dei cinque sensi e capace di sfondare lo spazio statico del teatro tradizionale coinvolgendo lo spettatore in un vero e proprio dramma collettivo. Azioni crude, destabilizzanti si spingono fino all’oltraggio sociale, morale e sessuale perseguendo un unico obiettivo attaccare e contrastare i tradizionali e atavici tabù attraverso la libert  delle azioni dettate dalla naturalit  degli istinti.

Il teatro di Hermann Nitsch “materializza” l’esperienza estetica coinvolgendo direttamente e sensibilmente l’osservatore nell’orizzonte del rito, dell’orgia e del sacrificio, mediante tutto un repertorio fatto di sangue, interiora di animali, pomodori, frutti spappolati, ed altri liquidi organici che vengono spalmati o gettati addosso ad alcuni dei partecipanti.

La religione, trasfigurata dall’arte, trova cos la sua verit  e il suo smascheramento proprio nell’ambiguit  della dimensione rituale. Se da un lato, infatti, l’O.-M. Theater pare indicare, nell’attraversamento della materia, la via di una possibile trascendenza verso uno stato di coscienza più autentico, dall’altro essa conserva intatte, denunciandole, tutte le contraddizioni e i rischi di assoggettamento che contrassegnano il legame tra i desideri istintuali dell’uomo, il rito e l’immaginario religioso.

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Nelle foto di Fabio Donato, tre immagini del museo Nitsch