"Il trovatore" al teatro di San Carlo. Dopo dieci anni, torna il 12 dicembre l’opera di Verdi e inaugura la stagione 2014-2015. Sul podio, il direttore Nicola Luisotti con orchestra e coro, diretto da Marco Faelli, che conclude il ciclo verdiano dopo Aida, il Requiem, Otello e la sua collaborazione con il Teatro. Il suo non è un addio ma solo un ciao. Saluta il pubblico con un’opera scritta dal napoletano Salvatore Cammarano e musica di Verdi “uno dei più grandi innovatori della storia della musica, del teatro e del melodramma dell’800”. La regia è del polacco Michal Znaniecki, diplomato al Conservatorio San Pietro a Majella, vincitore del Premio Campoamor in Spagna, gi  noto ai napoletani per aver diretto Onegin di Cajkovskij nello scorso febbraio
«Trovatore per me rappresenta l’archetipo dell’opera lirica “l’opera perfetta” per la sua struttura narrativa. Per creare originalit  ho chiesto agli interpreti di ascoltare l’opera per la prima volta come se non fosse a loro nota e apportare le proprie esperienze professionali. La zingara è carica di ideologia e spirito combattivo come una madre napoletana ferita che desidera solo accudire il proprio figlio. Il Conte di Luna, personaggio ritenuto sempre negativo, sar  rivalutato per la coerenza e spessore umano. Non conosce tentennamenti e indecisioni nel conquistare, amare una donna in tutti i modi possibili anche col rapimento».
Le Proiezioni in scena sono di Michal Rovner, artista israeliana, presente alla Biennale di Venezia, al Louvre, alla Pace Gallery di New York, con una sua opera sar  nella nuova stazione metropolitana di piazza Municipio che aprir  tra breve. «Con la Rovner, commenta il regista, abbiamo deciso con proiezioni materiche ed elementi scenografici di far esaltare il personaggio di Leonora la sua anima travagliata e il suo senso di smarrimento dal quale deve emergere per compiere il suo personale destino e quello dell’intera vicenda».
Il Trovatore con Rigoletto e la Traviata è nella trilogia popolare verdiana in cui i personaggi danno vita al melodramma molto diffuso nell’800. Manrico è il romantico passionale, il conte raffigura la tirrannia, mentre Leonora incarna la purezza angelicata, Azucena la zingara evidenzia amore materno e sete di vendetta. Nel cast vocale, Marco Berti e il coreano Alfred Kim interpretano Manrico, la napoletana Anna Pirozzi e Lihanna Haroutunian nel ruolo di Leonora, Juan Jesus Rodriguez e George Petean in il Conte di Luna, Ekaterina Semenchuk e Enkleida Shkosa in Azucena, Carlo Cigni in Fernando, Elena Borin è Ines, Enrico Cossutta in Ruiz. Scene di Luigi Scoglio, costumi di Giusi Giustino, luci di Bogumil Palewicz, assistente alla regia Zosia Dowjat, assistente ai costumi, Concetta Nappi.

La prima sar  venerd 12 dicembre alle ore 20. Repliche fino al 20 dicembre escluso il 15.

Il Massimo napoletano riparte verso il futuro a vele spiegate per aver eliminato il deficit degli anni precedenti dalle precedenti amministrazioni. Si presenta in apertura con un cast eccezionale di talenti provenienti dall’estero come era consuetudine nel suo glorioso passato. La nuova stagione vede Napoli e il San Carlo mete ambite del canto e della danza.

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