Napoli capitale della cultura il motivetto ricorrente da un po’ di anni rimbalza ancora una volta sulla stampa, c’è chi ancora ci crede e ci scommette e fa bene arte, musica, cinema, teatro, letteratura, architettura.

Patrimonio storico e nuova creativit , insomma vitalit  nonostante tutto. Disordine nonostante gli sforzi; dibattiti e battibecchi, scatti e false partenze ma non solo; traguardi anche. Come l’assegnazione della sede del Forum Universale delle Culture 2013, e tutti i napoletani a sperare nel miracolo ce l’abbiamo nel dna e a sparare a zero, mentre qualcuno si muove qualcun altro critica, si monta e si smonta pensando spesso al piccolo business personale. La posta in gioco è molto alta; se si perde è un boomerang; se si vince si cambia almeno un po’; attenzione però a non trascurare tutto ciò che forum non è. Meglio dunque considerare l’evento come partenza e non come arrivo, e, da qui al 2013, allenarsi alla civilt  per scrollarsi di dosso quest’immagine opaca e conquistare una nuova e più limpida copertina.

Nella fiamma della ribalta, l’assessore alla cultura Nicola Oddati tra pochi giorni il piano strategico approvato in giunta sar  presentato in consiglio comunale dando il via al dibattito. La prossima scadenza 27 e 28 marzo, quando il forum dei sindaci porter  a Napoli 101 amministratori di citt  da tutto il mondo, entro quella data sar  inaugurata la sede della fondazione che gestir  il forum l’ex asilo Filangieri di San Gregorio Armeno, appena restaurato. Ne parliamo con l’assessore nell’ufficio di palazzo San Giacomo.
Ma che composizione avr  la fondazione?
“Alla fondazione parteciperanno le istituzioni pubbliche Regione, Comune, Provincia e il governo nazionale che potrebbe assumere la presidenza del collegio sindacale o del collegio scientifico. Sar  organizzata a più livelli il primo, più ristretto, utilizzer  personale gi  dipendente pubblico, per risparmiare e perch ci consente di avere disponibile personale qualificato gi  in avvio. Il secondo livello è quello che riguarder  i contratti a termine, ci tutte le collaborazioni da attivare al di fuori delle istituzioni locali, che non sempre hanno le competenze necessarie. Questo avverr  con le normali procedure di selezione pubbliche e con la massima trasparenza. Poi c’è un terzo livello che stiamo gi  attivando ed è quello delle collaborazioni di volontariato. Una delle cose più complicate sar  fare in modo che questi criteri siano limpidi e che chi vuole possa dare una mano. Al disopra ci saranno una direzione artistica, un coordinamento del personale pubblico e una direzione commerciale/marketing (tutti selezionati tra le alte professionalit ) e poi i singoli dipartimenti. Soprattutto l’idea è che la fondazione prosegua le sue attivit  dopo il 2013 come soggetto promotore di iniziative culturali di intrattenimento che in particolare possano essere utili e funzionali all’area occidentale della citt , in cui si svolger  il forum”.
La fondazione stessa avr  anche funzione di controllo?
“E’ evidente che per la parte di riqualificazione urbana di Bagnoli e della Mostra d’Oltremare ci sono direttamente Bagnolifutura e la Mostra d’Oltremare. Per la parte più strettamente culturale c’è la fondazione che funge da strumento di programmazione e di gestione complessiva”.
Ci sar  anche una componente economica, manageriale?
“Sicuramente una parte fondamentale della fondazione sar  quella di reperire finanziamenti privati dalle sponsorizzazioni alla gestione delle royalties, all’organizzazione delle strutture di ticketing. Quindi una parte fondamentale sar  quella di marketing pubblico”.
Oltre al ponte con l’Expo di Milano, per far s che l’immagine positiva viaggi dappertutto e non resti nei confini regionali, ci saranno altre iniziative?
“C’è in cantiere un progetto con alcune citt  del Mediterraneo, tra cui Barcellona, Istanbul, Casablanca una sorta di nave del Mediterraneo con cui saremo presenti a Shangai gi  nel 2010. La seconda iniziativa, che è in parte in stato avanzato, riguarda un gemellaggio con Marsiglia, capitale europea della cultura nel 2013. Noi abbiamo sostenuto la candidatura di Marsiglia e abbiamo siglato un protocollo d’intesa per favorire collegamenti più veloci tra le due citt  via mare. Poi c’è tutto il lavoro di alleanze con le altre citt , sia attraverso il forum dei sindaci sia con rapporti bilaterali. Cos come si è fatto per Milano, si far  anche con Torino per stabilire un legame di reciproca promozione”.
A Napoli ci sono tanti eventi culturali… Ma la strategia dov’è?
“Ogni citt  che ha tentato di costruire intorno alla cultura il suo rilancio ha cercato di farlo o attraverso un grande evento o spingendo su una caratterizzazione territoriale. Nel caso di Berlino il grande evento era il crollo del muro, e infatti quello del superamento delle barriere è stato il tema della nuova identit  di Berlino. Nel caso di Barcellona, prima le olimpiadi e, nel 2004, il forum delle culture hanno posto l’accento su Barcell            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7eEèHlèNO» OJe
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tani la vena inversa, quella di essere incapaci di lavorare insieme, di guardare al futuro. E dell’illuminismo abbiamo ereditato sostanzialmente il pessimismo, anzi il cinismo”.
Al di l  della capacit  critica c’è però la sensazione che alcuni eventi siano organizzati senza legami con ciò che succede intorno…
“Perch ognuno guarda se stesso e non ha fiducia nell’altro. Il forum delle culture è un evento che seguo personalmente da sette anni, ma solo ora ha avuto gli onori della cronaca. Fino a oggi per me è stato faticoso spiegare perch poteva essere importante, se mi fossi adagiato sullo spirito tipico dei napoletani avrei detto, “ma chi me lo fa fare””.
Le critiche sono arrivate anche dalla sua parte politica, qualcuno ha affermato che il commissariamento, paventato dal governo nei mesi scorsi, fosse in fondo giusto…
“C’è chi fa questo ragionamento “Questo evento avrei potuto farlo anche io, e se proprio non devo essere io allora è meglio che venga qualcun altro, cos non siamo in competizione”. Un altro ragionamento è che quando una cosa è troppo importante è meglio non farla perch rischia di alterare gli equilibri, quindi meglio accontentarsi degli equilibri esistenti che cercarne di nuovi. Ma il senso del forum è proprio questo non solo l’evento in s ma conseguenze a lungo termine. Incidere nel modo di pensare, è difficile con gli adulti ma lo si può fare con i più giovani e in parte lo stiamo gi  facendo andiamo nelle scuole, spieghiamo ai bambini cos’è il forum, li prepariamo”.
Nel 2007 lei prometteva che entro il 2008 ci sarebbe stata una galleria civica del ‘900 napoletano, ospitata nelle sale del Maschio Angioino. Il progetto non si è ancora concretizzato…
“In realt , siamo andati avanti con il recupero di alcuni spazi del Maschio Angioino si completer  il museo civico e parte delle sale sar  dedicata al ‘900 spero entro il 2010 e, soprattutto, prima del termine di questa amministrazione”.
Il Pan (Palazzo arti Napoli) solo adesso è entrato davvero in azione il centro di documentazione con la mostra “Napoli senza titolo”… Quanto dovremo aspettare per la prossima tappa?
“Abbiamo deciso di sdoppiare le attivit  del Pan un filone dedicato all’attivit  più propriamente espositiva con un occhio alle forme di espressivit  più innovative sia napoletane che internazionali, e l’altro al mondo dell’arte napoletana, di cui abbiamo programmato due mostre in aprile Lello Masucci – una sua grande tela campeggia alle mie spalle (nell’ufficio del Comune ndr) – che far  una mostra di nuovi lavori e poiArmando De Stefano (in ottobre). L’altro filone è quello del centro di documentazione che non riguarder  solo ciò che si fa al Pan, ma l’insieme dell’espressivit  culturale in Campania”.

Nelle foto, Nicola Oddati