Dopo la trasferta bavarese la Nuova Orchestra Scarlatti torna al Museo Diocesano per il terzo appuntamento dell’Autunno musicale. Con Minni Diodato, giovane e pluripremiata soprano, e il violoncellista Pierluigi Marotta, talento precocissimo e vecchia conoscenza dell’ensemble napoletano, i solisti della Nuova Orchestra Scarlatti hanno omaggiato la scuola napoletana del 700 da Scarlatti a Cimarosa, passando per Gallo, Leo, Vinci e Pergolesi. Al centro lo straordinario repertorio dell’opera buffa che in un realistico pastiche di italiano e dialetto mette in scena le schermaglie amorose di servette e madame, vittime di un dispettoso Cupido che, in un egualitarismo ante litteram, si fa beffa dei ranghi sociali.
Si comincia con la briosa partitura – un tempo attribuita a Pergolesi- della Trio-sonata di Domenico Gallo, che rimanda ai vivaci temi del “Pulcinella” stravinskiano. Una vivace atmosfera d’ambiente che prelude alla vezzosa aria di Cannetella “Comm’a no cacciatore”da Lo matrimonio annascunnuso (1792). Con disinvolta sicurezza Minni Diodato passa dall’elegante ritmo di siciliana all’ironico livore di Meneca de Li zite ngalera (1722), una vecchia dalla lingua lunga che rivendica le gioie dell’amore anche per la terza et . A seguire il Concerto per violoncello di Leonardo Leo che impreziosisce la sapiente architettura compositiva con ascendenze rococò.
Spontaneit  tutta partenopea nella giovanissima Cardella de Lo frate nnamorato (1737), celebre intermezzo buffo del maestro iesino, che dipinge una divertente figura di donna, scalpitante alle voglie del talamo nuziale e gi  stanca di attendere “Nun me vedite nèh, ca gia so’ fatta grossa. E nun me faccio rossa, me voglio mmarita’..” E in questa compagine ben assortita che idealmente getta un ponte dai fescennini di agreste memoria alle maschere della Commedia dell’arte, ultima ma non certo da meno quanto a malizia e arguzia, la popolana Chiarella protagonista de Li sposi per accidenti di Domenico Cimarosa. Nella aria “Guè guè, ziz, ziz” la servetta non solo si rivela abile a sedurre il suo Nennillo, ma con ammiccanti lusinghe cattura la complicit  del platea.
A farle da contraltare in questa duttile scrittura che gi  evolve in commedia sentimentale, l’aristocratica Madame Erlecca, schiava d’amore in Lungi dal core. Nelle sue parole gi  si avvertono gli echi dell’onda libertaria che percorre l’Europa. Interludio strumentale tra Chiarella e Erlecca con le Danze antiche di Leonardo Vinci, proposte in una pregevole rielaborazione novecentesca. Prossimi appuntamenti domenica 2 dicembre Da Stravinskij a Caruso e domenica 16 dicembre Omaggio a Caruso. Ingresso € 14, inizio spettacoli ore 19.00

In foto, un momento del conerto
Per saperne di più
www.nuovaorchestrascarlatti.it
Tel. 081410175