Fino a domenica 13 maggio il teatro napoletano Il Primo (ai colli Aminei) diventa un archivio vivente grazie al progetto di Roberto Azzurro che porta in scena “il primo processo di Oscar Wilde” con la drammaturgia di Massimiliano Palmese e tratto dall’ omonimo libro curato da Paolo Orlandelli e Paolo Iorio. A una decina d’ anni dal ritrovamento dei verbali, Roberto Azzurro ci permette di rivivere l’ interrogatorio che diede il via ad una serie di processi che condannarono infine Wilde ai lavori forzati. Una rara fortuna quella di potervi assistere saggiando l’ ironia e l’ acume di un Oscar Wilde che agilmente e con il genio che lo caratterizza risponde a domande sempre più incalzanti e pretenziose sulla sua vita privata e sulle presunte accuse di sodomia che gli furono attribuite.
Un “rivoluzionario della morale” il letterato che con tono dissacrante e sarcastico fa cadere dalla cima un castello di carte fatto di pudicismo, perbenismo e conservatorismo, pilastri del sistema di valori vittoriano.
Un Roberto Azzurro che, vestendo i panni di Wilde, perfettamente incarna l’ anima di quello che sar  poi definito un dandy, svelandone abilmente l’ essenza attraverso voce, corpo e mimica.
L’ avvocato, Edward Carson, è interpretato invece da Pietro Pignatelli che dipinge senza sbavature un uomo composto, reazionario e moralmente ineccepibile.>br>
I due sostengono brillantemente un dialogo scandito da un ritmo incalzante, dal quale pian piano emergono dense le due figure opposte e confliggenti dell’ avvocato conformista, rigido, compatto e del letterato anticonformista, libero e moralmente indipendente. Due figure il cui rapporto istituzionalmente asimmetrico viene sovvertito nel momento stesso in cui si configura materialmente se formalmente i rapporti di potere tra un comune cittadino ed un funzionario della legge sono sbilanciati a favore del secondo, nel nostro caso contingente, sul piano “estetico”, è il comune cittadino ad avere la meglio sull’ avvocato grazie allo scherzo, all’ ironia, alle menzogne, ad una certa spavalderia che solo un genio può permettersi. Ed è nello sguardo sgomento di Edward Carson, nel suo tono serio ed infastidito che si materializza l’ asimmetria.
Ed è alla fine che l’ invincibile genio mostra il suo volto umano. Quando l’ interrogatorio finisce, l’ avvocato è in procinto di abbandonare la scena, cade la maschera di Wilde. Un Wilde stremato, incompreso, come lo fu all’ epoca.
Da non perdere dunque “il primo processo di Oscar Wilde”, rara occasione di toccare con mano cosa fu Oscar Wile, di fare la sua conoscenza senza filtri, semplicemente ascoltando le parole da lui stesso pronunciate.

L’EVENTO/NAPOLI TRA SPENDORI E COLORI

Napoli, splendori e colori… E’ l’evento proposto per venerd 11 maggio alle 18 nella
chiesa San Francesco delle monache di Via S. Chiara n. 10
da “Spazio Venexiart” e “Club Unesco Napoli”.

Dopo un anno di attivit , nello sede all’interno del cortile di Via Benedetto Croce, Spazio Venexiart diventa Itinerante.
L’esigenza di nuove location viene dettata dalla curiosit  di conoscere altre splendide strutture napoletane dando sempre maggior rilevanza alle opere degli artisti.

Prima location di questo percorso itinerante, in collaborazione con il Club Unesco Napoli, è la Chiesa di San Francesco delle Monache dove verranno istallate le opere degli artisti Art Manjù ,
Nadia Basso, Fortunato Danise, Paolo De Meglio,Evan De Vilde,
Mario Gianquitto, Mauro Lepore, Lucia Liguori,Raffaele Miscione, Francesco Porzio, Peppe Rapicano, Anna Ruggiero, Elena Tabarro,
Armando Trenti, Alba Varriale, Lucia Vecchiarelli.

Nella serata Fortunato Danise , preidente del Club Unesco Napoli presenter  i libri degli scrittori Luca Murolo e Domenico Raio e si svolger  la lettura di poesie della scrittrice Maria De Michele.
Infine, un momento dedicato all’arte sartoriale con una estemporanea di Mariarosaria Errico che creer  un abito da sposa.

La mostra sar  aperta fino al 17 maggio.
Orario tutti i giorni dalle 10,30 alle 15, 30- dalle 15,30 alle 19,00

Per saperne di più
spaziovenexia@gmail.com
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Nella foto in alto, Roberto Azzurro è Oscar Wilde