La danza al San Carlo torna in cinque appuntamenti in ottobre con Otello, dramma di passione e gelosia, gioved 8 ottobre alle 20,30 e il 9 alle 18 con Anbeta Toromani, albanese, nel ruolo di Desdemona, Jos Perez, cubano, in Otello, il napoletano Alessandro Macario è Iago, coreografie di Fabrizio Monteverde, musiche di Antonin Dvorak; marted 13, alle 20,30 e il 14 alle 18, Carmen suite, amore e morte, con la russa Svetlana Zakharova che è Carmen e il partenopeo Edmondo Tucci che interpreta don Jos coreografia di Alberto Alonso riproposta da Sonia Calero cubana musiche di Jules Massenet, Georges Bizet, Rodion Konstantinovic Scedrin e inoltre Spanish Dance& Concerts coreografia di Lienz Chang musiche di J. Massenet; marted 20, alle 20,30, Gala della Scuola di Ballo del San Carlo omaggio alla carriera di Anna Razzi che ha ricoperto il ruolo di direzione artistica della Scuola di Danza dal 1990. Il Gala propone valzer del Gattopardo musica di Nino Rota con Razzi e Macario; Il Corsaro e Diana e Atteone su musica di Riccardo Drigo coreografia Marius Petipa pas de deux con Claudia D’Antonio e Stanislao Capissi; Io non ho paura musica di Ezio Bosso coreografia Dino Verga con gli allievi del VI, VII, VIII corso e i diplomati 2014/15.
Il Teatro San Carlo è protagonista nel mondo anche per la Scuola di ballo, faro di riferimento per le maggiori compagnie, sorta nel 1832 prima in Europa. Ma gi  nel febbraio del 1817 Stendhal, giunto a Napoli, attratto dalla fama del Massimo, scrive «La prima impressione è d’essere piovuti nel palazzo di un imperatore orientale. Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita. Niente di più fresco ed imponente insieme qualit  che si trovano cos di rado congiunte. L’apertura del San Carlo( apriva solo tre giorni alla settimana) era uno dei grandi scopi del mio viaggio, e, caso unico per me, l’attesa non è stata delusa. L’ampiezza della sala e del palcoscenico fa del San Carlo il paradiso dei balletti. Grandi speranze si ripongono nella scuola di ballo del San Carlo. Le allieve più grandi, soprattutto la Pepina e la Mari, sono gi  delle ballerine piacevoli. La Pepina diventer  forse qualcosa di più la sua danza ha una fisionomia personale»
La danza è arte antica forse ispirata dal volo delle rondini e farfalle che volteggiano in cielo come i ballerini sul palco. Il movimento ritmico è dato dalla musica scritta per la danza classica da noti musicisti. Arte colta popolare folkloristica in costumi d’epoca è diffusa ovunque rievocando spesso drammi, eventi storici bellici, recital pagani propiziatori come la tarantella, la ndrizzata, la tarantola. La danza classica o accademica ha tecniche teorizzate nel’XV sec. in Italia poi codificate dall’Acadèmie Royale de la Dance a Parigi sorta nel 1661. Nelle lezioni e negli stage vengono usati in francese i termini sanciti alle origini in italiano. La danza libera ideata da Isadora Duncan nel XX secolo abolisce tutù e scarpette mentre la moderna introduce musiche contemporanee e jazz.
Agli spettacoli partecipa l’Orchestra e il Corpo di Ballo del San Carlo. Il successo del Massimo partenopeo nel mondo è dovuto alla sua direzione artistica e organizzativa, alla esperta struttura tecnica, alla massiccia presenza di pubblico napoletano italiano e straniero, alla presenza di direttori d’orchestra, musicisti, cantanti, coreografi e scenografi, ballerini di fama internazionale.

Per saperne di più
www.sancarlonapoli.it

In foto, i protagonisti dell’autunno danza con Rosanna Purchia, sovirintendente del San Carlo. In basso, la locandina della rassegna