Baden-Baden, angolo felice della Germania. Al Sud di un Paese da clima e carattere severi. Dove Casinò e turismo termale diffondono ricchezza e molti russi scelgono di fare investimenti per quel flusso incessante di soldi che invade le loro tasche, anche comprando solo una lussuosa residenza da abitare pochi giorni l’anno. Mentre l’ombra dell’illecito allunga il suo tenebroso passo.
Parigi, metropoli disegnata per il lusso sfrenato da Grand Hotel e acquisti proibitivi. Dove Marine Le Pen ha vestito di tranquillit  la destra antisemita di suo padre Jean-Marie, guidando la protesta di una popolazione arrabbiata e allarmata per l’onda lunga dell’immigrazione. E dove la sinistra rappresentata dai socialisti vive una convivenza rissosa, incupita dall’immagine dell’ ex potente direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss Kahn, ora libero dal peso dell’accusa statunitense di stupro ma ancora inquietante e carico d’arroganza, camuffata da umilt .
Napoli, lente d’ingrandimento di un’Italia approssimativa, incapace di dare spazio all’intelligenza, ripiegata piuttosto nell’arroccamento di caste professionali legate a privilegi d’amicizia e di sistema. Dove i volti nuovi servono solo a nascondere antiche strategie e lobby inossidabili
Ecco tre angoli dell’Europa attuale, stanca e in declino, in un pianeta che cammina sull’orlo dell’Apocalisse e lascia un’impronta amara nella sensibilit  di chi produce idee, al di fuori della mischia. Proponendo uno sguardo su egoismo, indifferenza, sopraffazione, come riesce a fare “La misura delle cose” di Angelo Otero, raccolta di poesie pubblicata da The Boopen (Led)(pagg.142, 12 euro).
Narratore dalla penna forte, autore, tra l’altro, di un suggestivo e imponente affresco della Napoli seicentesca (“Il fuoco sotto la cenere”) realizzato attraverso il destino di una famiglia, Otero osserva la realt , l’assorbe nelle vene della propria emotivit  e la propone in immagini rapide, indelebili, imperdonabili per quanti non consentono il dissenso.
“Attore?” è il sostantivo che debutta nel volume, accompagnato da un punto interrogativo, seguito dalla risposta nella fine della sequenza poetica “Recito nostalgie/ Dolore per ciò che non torna./ Inseguo i miei sogni,/ successi intravisti mai colti./ Fantasmi il mio vero”. Prologo che anticipa il percorso di scrittura, diviso in sezioni. La prima s’intitola “La belle histoire”, riflessioni su maturit  e solitudine, spiragli di un fragile tramonto “Io clown triste/ le ragioni del cuore a motivo,/…/ Al successo anteposi gli affetti,/ i figli la famiglia. Gioia spinosa…”. E poi c’è il tempo, tabù di una societ  che cancella la vecchiaia “Mostrarsi vecchi è illecito,/ il naturale è aut/ pericoloso osceno”. Il cammino dei giorni diventa corsa di sola andata”Arrivato ai reminds/ il futuro non conta. Vivo al presente/ di quello che mi è dato/ del dono per se stesso/ lieve leggero,/ che per poco cancella la mia et …”.
Dalla finestra della sua meditazione scorge come viandante il mondo malato, scegliendo una direzione scomoda “Io eccentrico… Esule splendido,/ non importa chi sei/ se resti quel che sei…”. E addita i nuovi untore “Anvur, l’agenzia/ nazionale per la valutizione/ dell’Universit  e della ricerca,/ giudizio di valore negativo/ la sua tassomania/esclude il Mezzogiorno per intero./ Niente finanziamenti,/ viaggiano in “Freccia Rossa”,/diretti verso il Nord/ la Mecca della scienza”.

Respinge ogni forma di dogmatismo e costruisce la sua religiosit  laica, osservando disincantato "il ritorno agli dèi", nella societ  dominata dall’istinto tecnologico ” Ora è il singolo dio a prevalere, / il dio ladro furfante e messaggero/ Ermes il mestatore,/ www, voli, viaggi, iPhone…”.
Eppure, trova la via di salvezza nella distesa della sua anima “Pensieri e contenuti,/ Immagini visive deformate,/…condensazioni,…/
Difese della psiche.”

Infine, approda sulla sponda della Metascrittura dove “La Forza Oscura” del suo pensiero resiste all’era dei “quick book ” e del prt- -penser. La vanit  è una sirena che non riesce a sedurlo…

Angelo Otero
La misura delle cose
The Boopen (led)
euro 12
Nel volume l’apparato critico curato da Amalia Nota che trasferisce il lettore all’interno dell’opera, proponendogli uno sguardo molto ravvicinato.

In foto, la copertina del volume