Otto fotografi per un progetto condiviso intorno al tavolo di Antonio Biasiucci, nella Sala delle Prigioni del Castel dell’Ovo di Napoli. Il risultato si chiama “Epifanie” ed è un’esperienza espositiva che coinvolge gli otto artisti di LAB(Laboratorio Irregolare), a cura di Antonio Biasiucci con il coordinamento di Antonello Scotti di Aporema Onlus, il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e il Matronato della Fondazione Donnaregina.
La Sala delle Prigioni rappresenta la parte più intima del Castello, «un luogo di sofferenza e di perdute speranze che oggi si vuole trasformare in luogo di ritrovo della speranza e della rinascita dell’arte»(Giovanni Francesco Frascino). La scelta espositiva, che definisce i modi della fruizione, è scandita dalla presenza del tavolo di lavoro al centro della sala un tavolo semplice, austero, interrotto nella sua linearit  dagli otto portfolio epifanici che è possibile consultare sfogliandoli, muniti di guanti. Il tavolo è auto-illuminante e ciò consente di conservare la dimensione di semioscurit  propria della sala. L’allestimento della mostra è a cura degli allievi di Progettazione Allestimenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
L’evento espositivo è il risultato finale di un percorso durato circa due anni, nel corso dei quali otto giovani artisti hanno avuto modo di confrontarsi gratuitamente con il maestro napoletano all’interno del suo studio, sviluppando un dialogo emotivo alla ricerca di se stessi e di un’autenticit  che possa esorcizzare il rischio di omologazione di pensiero e d’azione. « La fotografia come tutte le forme d’arte- afferma Biasiucci- è innanzitutto un viaggio nell’io; fare un laboratorio non significa diventare artisti ma acquisire una metodologia d’azione, imparare a distinguere il fondamentale dall’effimero».
Per questi motivi Biasiucci non si pone come maestro che introduce i suoi allievi nel tecnicismo del mezzo fotografico ma come personalit  che accompagna senza invadere i ragazzi lungo un percorso di analisi, selezione e definizione delle chiavi interpretative «metto a disposizione le mie conoscenze attraverso un laboratorio ispirato alle tecniche teatrali di Antonio Neiwiller, applicate alla fotografia. I suoi metodi puntavano alla ripetizione attraverso la quale è possibile raggiungere immagini essenziali in cui l’autore trova una parte di s».
Gli artisti hanno raccontato la propria epifania, producendo otto portfolio, l’uno differente dall’altro per stile e contenuti Ilaria Abbiento con In ogni Luogoracconta la sacralit  nei luoghi del quotidiano che genera un surrealismo visivo nell’accostamento di immagini discordanti, come un’icona e il banco della frutta; Fulvio Ambrosino con 11 ritrae dei soggetti accarezzandoli e imprimendo sulla pellicola fotografica le loro differenti reazioni emotive; Chiara Arturo con 18 Miglia fotografa il racconto quotidiano del suo viaggio dall’isola alla terraferma attraverso il filtro del finestrino aggredito da luce, acqua e salsedine; Giugliana Calomino con Zeroscatta immagini del nostro pianeta(che ha coordinate 0) che possono essere confuse con luoghi lontani ed extraterreni; Cristina Cusani crea un suo personale Abbecedario dedicando 21 scatti alle 21 lettere dell’alfabeto e altrettante parole associate a pensieri, emozioni, obiettivi raggiunti o futuri, legati al suo percorso di vita nel quale ogni spettatore può rispecchiarsi o confrontare la diversit ; Assunta D’Urzo con Uno sguardo familiare racconta la fotografia attraverso i gesti quotidiani dell’ambiente a lei più familiare ovvero la casa e gli affetti; Luigi Grassi con Sudari fotografa palazzi e ponteggi rivestiti da reti e teli che con un’azione di occultamento dell’esistente svelano letture differenti, parallele; infine Claudia Mozzillo con Una visita privata entra nei salotti napoletani, luoghi come palcoscenici in cui ogni famiglia si racconta nella rappresentazione di se stessi e delle proprie vicende passate.
La realizzazione dell’evento è stato possibile attraverso il crowdfounding e grazie al contributo di ASMe (Associazione Senologica del Mediterraneo) nata dalla necessit  di valorizzare e diffondere la cultura della prevenzione del cancro alla mammella. I fotografi di LAB interpreteranno per ASMe, nei mesi a venire, il concetto di “cura” e “prevenzione”, declinandoli secondo le loro differenti prospettive, attraverso il linguaggio delle immagini.
A corredo della mostra un catalogo a cura di Antonio Biasucci e Antonella Scotti, edizioni Peliti Associali, testi di Chiara Pirozzi e progetto grafico di Adversa.

EPIFANIE
LAB/ per un laboratorio irregolare
Napoli, Castel dell’Ovo, Sala delle Prigioni
La mostra è aperta al pubblico fino al 2 giugno 2014
Orari dal luned al sabato, ore 10.00/19.00
domenica e festivi, ore 10.00/13.30
Per saperne di più

laboratorioirregolare@gmail.com
www.facebook.com/perunlaboratorioirregolare

In foto due momenti della mostra e l’intervista ad Antonio Biasiucci. Scatti di Ludovica Bastianini