Da Il Nuovo Sud riceviamo e volentieri pubblichiamo

Non vorrei sbagliare ma la stampa napoletana lascia quanto meno a desiderare,
il maggior quotidiano della citt  non ha ritenuto opportuno notiziare la morte
dell’ultimo imperatore d’Austria avvenuta in un piccolo villaggio della
Baviera, terra a noi particolarmente cara, per aver dato i natali alla nostra
Regina Sofia che Iddio abbia in eterna gloria.
Con Otto d’Asburgo è andata via una pagina della storia dell’Europa.
Egli ha
ben interpretato nella sua lunga vita una tradizione senza la quale nessuna
costruzione politica potrebbe reggersi. I suoi conoscitori nella sua persona
hanno potuto osservare l’evolversi degli accadimenti che nel bene e nel male
hanno caratterizzato il vecchio continente. Un giornale non napoletano ha
delineato la persona del defunto fin da quando bambino di appena quattro anni
seguiva il feretro dell’Imperatore Francesco Giuseppe, fra il seguito oltre ad
esserci il padre Carlo, che appena pochi anni or sono ha avuto la gloria dell’Altare, vi era la madre Zita ramo Borbone Parma. Dal triste evento che in quel
lontano 1917 colp l’Impero Austro- Ungarico fu possibile immaginare che da li
a poco la grande unione di popoli sarebbe andata in frantumi.
IL LUNGO ESILIO
La famiglia
imperiale fu costretta a un lungo esilio e alle diplomazie vincitrici non
parve vero il calpestare impunemente la parte perdente. Francia e Inghilterra
si distinsero, la prima spinta da odio atavico contro la dinastia asburgica la
seconda forte di una diplomazia bugiarda e perversa convinse il deposto
imperatore a scegliere la via dell’esilio. In precedenza, visto l’attaccamento
della famiglia imperiale al suolo patrio fu effettuato il tentativo di
reingresso di tutta la famiglia asburgica in Ungheria ma non fu permessa la
residenza quantunque il titolo di re di Ungheria era indipendente dalla
qualifica di imperatore d’Austria.
IL SUOLO PORTOGHESE
Era nel destino che Il suolo portoghese
avrebbe accolto la famiglia errante. Disagi, privazioni e quasi al limite della
povert  furono le compagne che segnarono la famiglia. Una nave inglese dopo
aver effettuato una lunga rotta nel Mediterraneo si portò nel basso atlantico e
sbarcò il deposto imperatore e la consorte Zita nell’isola di Madera. Il
governo portoghese mise a disposizione degli esuli la villa confortevole di
Fuchal ma per ristrettezze economiche nelle quali versava la famiglia essi per
esigenza furono costretti a abitare in un’altra modesta abitazione a Villa
Quinta del Monte situata in luogo alto e dove non vi era neppure l’energia
elettrica, un solo bagno serviva una vasta famiglia. L’umidit  della zona, il
freddo fecero si che minassero la vita dell’imperatore che colpito da polmonite
lasciò serenamente questa terra spirando nel segno della cristianit  confortato
dalla tenera consorte Zita.
TRAGICO EVENTO
Il giovanetto Otto di appena nove anni cos
ricordava quel tragico evento. Il suo corpo soffriva tanto, ma lo spirito era
calmo. I funerali dell’imperatore furono improntati alla semplicit  estrema. La
bara poggiata su un carretto a due ruote fu portata al cimitero trainata da
gente del luogo.
Tutto sembrava precipitare, quando la giovane vedova Zita decise di li a
poco che il primogenito dovesse avere una educazione consona al ruolo che in un
domani avrebbe potuto ricoprire, secondo il suo pensiero l’Austria aveva gran
bisogno di una guida asburgica.
SUA MAESTA’
Di l a poco tutto l’entourage familiare si
rivolse a Otto con l’appellativo di maest . Mercè l’interessamento del re di
Spagna la famiglia si trasfer in quella nazione e Zita fece in modo che il
giovane Otto potesse ricevere la formazione studentesca da primari
intellettuali fatti venire apposta dall’Austria e Ungheria. Otto ebbe cos modo
di conoscere e amare il suo popolo tedesco e ungherese unitamente agli altri
che si affacciavano sulle rive del Danubio. Gli anni trascorrevano, avvenimenti
nella vecchia Europa non erano rari, in Italia il fascismo aveva preso il
potere, anni dopo la Germania aveva cominciato a conoscere il nazismo, la
piccola Austria era lacerata da sentimenti filo germanici che lasciavano
intravedere l’unione dei popoli di idioma tedesco, spinte contrarie erano anche
rilevanti.
Si era giunti al 1928 quando il sedicenne Otto stava per completare
il liceo, la famiglia viveva fra il Lussenburgo e il Belgio dove a Lovanio
Otto avrebbe terminato gli studi. Un evento da ricordare fu il compimento dei
18 anni che fu festeggiato alla maniera austriaca e per il solenne avvenimento
giunsero delegazioni dall’Austria e dall’Ungheria che resero omaggio al giovane
maggiorenne.
L’AMATA AUSTRIA
Nella sua amata Austria intanto si alternavano vari governi che
avevano tutti una effimera durata. Fino a quando fu nominato cancelliere
Dolfuss che ebbe l’appoggio particolare dell’Italia che temendo l’ingrandirsi
della Germa            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
BtnBBBBRpeBKKKBnia ne appoggiò l’ascesa. Dolfuss fu assassinato poco dopo e il
cancelliere che lo sostitu chinò il capo alla potenza germanica. L’Austria
perse l’indipendenza divenendo di fatto parte del Reich col nome di Marca
Orientale. Allo scoppio della seconda guerra mondiale la famiglia imperiale
trovò asilo negli Stati Uniti.
CONFERENZIERE
Otto ebbe modo di essere apprezzato
conferenziere difendendo in ogni occasione la sua patria.
Quello che venne in seguito appartiene all’odierno c’è da aggiungere che Otto
e la famiglia rinunciarono a pretese sul trono d’Austria, e rientrarono nella
loro terra. Dal 1974 fu membro del Parlamento Europeo eletto nella CDU tedesca
e si è sempre battuto per i popoli che fecero parte del vecchio impero. Oggi le
sue spoglie riposano a Vienna nella Cripta dei Cappuccini mentre il suo cuore è
tornato in Ungheria come sempre ha voluto la prassi.
E’ con dolore che noi neoborbonici inchiniamo la nostra bandiera.

Alcune notizie sono tratte dal libro di Tamara Griesser Pecar Zita l’
ultima imperatrice d’Austria Ungheria- Ed Libreria editrice goriziana 2009

In foto, Otto d’Asburgo