Rispolvera la memoria del Sud il Premio Napoli, dedicando l’edizione di quest’anno a due figure simbolo della cultura meridionale, lo scrittore Mario Pomilio (Premio Strega con il Il Natale del 1833) e l’etnologo Ernesto de Martino (che nei suo saggio affrontò il tema delle pratiche magiche nel Sud d’Italia) ingiustamente dimenticate da loro paese, ma celebrate in Europa. Saranno cos al centro di diverse iniziative che coinvolgeranno i quattro vincitori del 2015 (Roberto Paci Dalò, Bianca Pitzorno, Paolo Poli e Serena Vitale) nei prossimi mesi tra scuole, accademie, carceri, teatri e piazze della citt , prima della cerimonia di premiazione che si terr  a met  dicembre all’Auditorium della Rai di Napoli.
«A cinquant’anni dalla morte di De Martino sottolinea Frasca – suscita un certo scalpore che l’Europa sia percorsa da convegni e giornate di studio dedicati all’opera del grande antropologo e che l’Italia mantenga invece un profilo tanto defilato da apparire persino sospetto. E ancora è singolare che chi si occupa, anche istituzionalmente, della nostra produzione letteraria non abbia pensato di commemorare, a quarant’anni dall’uscita, uno degli ultimi fondamentali romanzi italiani, Il quinto evangelio’ di Mario Pomilio, insignito del Premio Napoli nell’anno stesso della sua apparizione e, non a caso, tradotto in quasi tutte le lingue mondo».
Trasformato in Premio alla cultura, il Napoli riconosce il lavoro di una gloria del teatro italiano, di una grande traduttrice e studiosa, di un innovatore transmediale e di una scrittrice che ha saputo rivolgersi a tutte le generazioni.
Aprir  la serata all’Auditorium della Rai di Napoli “Fronti” di Roberto Paci Dalò (compositore, regista teatrale, artista visivo e sonoro) che evoca atmosfere e tracce di un conflitto devastante, la Grande Guerra, in chiave originale tra cori, musica elettronica dal vivo, estratti da film originali provenienti da rari materiali in pellicola dell’epoca. Chiuder  l’evento Paolo Poli con un uno dei suoi esilaranti recital.

Nelle foto, in alto, Pomilio e De Martino (in basso)