Alle cinque del pomeriggio, i dintorni della grand place di Bruxelles sono invasi da piccoli fantasmi bianchi ammucchiati vicino a caffè e punti di ristoro, dove, incuranti, frotte di turisti s’immergono nel bruso della capitale belga, all’ombra del Parlamento europeo. Sorseggiando cappuccini o affondando avidamente i cucchiaini nei waffel, gauffres alla francese,sommersi da gelato e golosa crema di cioccolata. Infischiandosene della spazzatura che spesso invade buona parte della citt . Non sono preparati a fronteggiare la spazzatura come sarebbero a Napoli, avvertiti premurosamente dalle campagne mediatiche globali, ma nemmeno si pongono il problema. E, a dire la verit , molti di loro, quando arrivano sotto il Vesuvio, abbagliati dalla bellezza dei colori e del luogo, ma anche dalla gentilezza con cui sono accolti ( a parte scippi e ruberie che accadono nelle citt  del mondo quasi tutte invase ormai da una lunga onda di povert ) si chiedono perch di Napoli si debba dire tanto male dovunque. E allora convegni come quello organizzato dalla facolt  di architettura dell’universit  Federico II sul tema “Le citt  portuali come volano per uno sviluppo locale creativo e sostenibile” servono a restituirle la centralit  che le hanno assegnato la sua storia e la sua cultura, negatole oggi da troppi.
L’uno e il due settembre, sotto l’egida del World Urban Forum che si svolge alla Mostra d’Oltremare fino al 7, l’ateneo napoletano, nell’aula magna di via Partenope, promuove un dibattito che vuole proporre nuove idee, intorno all’importante ruolo degli scenari urbani che si affacciano sul mare, in un rapporto d’integrazione tra conservazione, futuro e impulso economico, soprattutto in quelle arre portuali che hanno la sigla di patrimonio Unesco.
Apre i lavori il rettore Massimo Marrelli nella mattinata di venerd (alle 9.30) alla presenza, tra gli altri, del sindaco de Magistris. Tra gli ospiti, della due giorni, Eugene Birch ( University of Pennsvania)
che interverr  sul tema della citt  portuale come laboratorio del futuro ( "The Port City as Laboratory of Future, as Space of Creativity to Be Re-Generated Through Design/Planning” ) e Tsuyoshi Fujita (National Institute for Environmental Studies, Tsukuba) che affronter  le sfide del rinnovamento ecologico possibile nella citt  ( "Eco Future Initiative in Japan – Challenges to Show Geen Innovation from Cities").
Il meeting costituisce un ponte tra teoria e pratica per concretizzare la ricerca universitaria di eccellenza, renderla disponibile per i governi locali e, soprattutto, rilevante sul piano operativo, pratico, sociale. In un Mediterraneo che, come ricordava Braudel, è “mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi…”

Per saperne di più
www.wufportareas.it