Il cinema trova casa a Palazzo Cavalcanti. Settecento metri quadri in via Toledo, centro pulsante di Napoli, ospiteranno registi, sceneggiatori, maestranze. Sarà un luogo di incontro e confronto. Protagonisti: tutti quelli che intendono girare film, documentari, cortometraggi, serie televisive.
Un traguardo raggiunto, dopo un percorso di tre anni,  grazie agli sforzi profusi dalla Bronx Film, dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, da Maurizio Gemma, direttore della Film Commission Regione Campania e dall’ufficio cinema del Comune di Napoli.
Spiega il produttore Gaetano Di Vaio: «Sono orgoglioso del lavoro svolto quotidianamente a Palazzo Cavalcanti assieme a tutti i miei collaboratori della “Bronx Film” che per oltre trenta mesi hanno lavorato e profuso il massimo impegno per accogliere, a titolo gratuito, affiancando l’amministrazione comunale, tutte le produzioni che hanno realizzato i loro film, le loro serie tv a Napoli e in Campania. Primo passo verso un progetto più ampio».
Classe 1968, nato a Piscinola, nella periferia  a nord di Napoli, a ridosso  di Scampia, Di Vaio ha un passato duro da cui è emerso attraverso il cinema. La sua è una di quelle storie positive  che fanno bene al cuore: un passato criminale scontato a Poggioreale, un presente e un futuro da produttore cinematografico indipendente, nonché scrittore.  La propria vita l’ha raccontata nel libro Non mi avrete mai (pubblicato da Einaudi Stile Libero nel 2013).
Tra i lavori cinematografici realizzati:  Napoli Napoli Napoli, di Abel Ferrara (2009) e Là-bas, di Guido Lombardi (2011), Leone del Futuro alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra i documentari prodotti, Il loro Natale, sulle famiglie dei detenuti.
In foto, la facciata del palazzo

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