Appuntamento con il cinema francese contemporaneo. E’ il Festival Rendez-vous, un’iniziativa dell’Istituto franais Italia e dell’ambasciata di Francia, viaggio a tappe che tocca anche Napoli. Alla scoperta della ricchezza cinematografica d’Oltralpe, con una programmazione che attraversa tutti i generi, dalla produzione popolare a quella più sofisticata, dai campioni di incasso alle pellicole indipendenti.
Venerd 10 aprile a Palazzo Grenoble in via Crispi 86 ci sar  un focus sulla regista Julie Bertuccelli che parler  con il pubblico, dopo la proiezione dei suoi due film L’arbre e La cour de Babel.
Si comincia con L’arbre (sottotitolato), alle 18, film presentato al Festival di Cannes 2010, tratto dal romanzo di Judy Pascoe. Nel cast, Charlotte Ginsbourg, Morgana Daves, Marton Csokas, Aden Young. Un simbolico dramma familiare sull’elaborazione del lutto e un delicato diario di formazione. Dopo l’improvvisa perdita del padre, Simone, bambina di otto anni, condivide un segreto con la madre Dawn suo padre le sussurra attraverso le foglie del magnifico albero vicino casa. Simone è convinta che lui sia tornato per proteggere la famiglia. Tutti trovano conforto nella presenza rassicurante dell’albero. Ma il nuovo equilibrio è minacciato quando Dawn comincia a frequentare George. Simone si trasferisce nella piccola capanna sui rami dell’albero e si rifiuta di scendere…
Alle 20, “La cour de Babel”. E’ l’esperienza di Julie in una classe d’accoglienza parigina tra 24 studenti senegalesi, tunisini, brasiliani, marocchini, cinesi… Hanno tra gli 11 e i 15 anni, sono appena arrivati in Francia. In questo piccolo teatro del mondo (ripreso per un anno) ritroviamo l’innocenza, l’energia e le contraddizioni degli adolescenti che, animati dallo stesso desiderio di cambiare vita e di vivere insieme, sconvolgeranno le nostre idee. Ingenuit , entusiasmo e tormenti che sfidano molti preconcetti su scuola, religione e integrazione. Opera sobria, rigorosa, che appassiona, lasciando aperto uno spiraglio sul futuro.
Classe 1968, Bertuccelli inizia la carriera come aiuto regista con Krzysztof Kieslowski, Bertrand Tavernier, Otar Iosseliani e Emmanuel Finkiel. Dopo i documentari Lafabrique des juges ou les règles du jeu (1998) e Un monde en fusion (2001), dirige Depuis qu’Otar est parti… (2003), con cui vince il gran premio della settimana Internazionale della critica al Festival di Cannes e un Csar per la migliore opera prima.

Nelle foto, in alto, una scena del film "L’arbre"; in basso, la regista Julie Bertuccelli

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