La sala bianca della Reggia di Caserta (viale Giulio Douhet, 2, Caserta) si tinge di colore con le opere di Eduardo Palumbo. Fino al 28 novembre. L’antologica, “Pitture 1957 2009 la pittura come compagna di vita”, racconta il percorso di evoluzione artistica e stilistica del maestro dal suo esordio a oggi.

Palumbo, uno dei più distinti astrattisti italiani, allievo di Emilio Notte, esponente del primo Futurismo, è nato a Napoli nel 1932 si è diplomato, all’Accademia delle belle arti nel 1958 e qui esord. Vive e lavora a Roma dal 1960.

Ha partecipato nella sua lunga carriera a numerose rassegne di importanza nazionale e internazionale, tra le quali la XIV Quadriennale di Roma con un quadro di ispirazione europeista intitolato: “Alle venticinque stelle” che fu acquistato dalla Camera dei deputati.

Le 65 opere della sua esposizione, tutte provenienti da collezioni italiane private, sono dipinte su tela, legno e cellotex, ad olio e acrilico e ad esse si aggiungono due sculture in acciaio. L’itinerario espositivo inizia con la sua prima opera: “Sul lago”(un olio su cellotex) e si conclude con il suo più recente lavoro dal titolo: “Al tramonto canta la fontana”, un acrilico, vinilico su tela del 2009.

Palumbo, dopo l’iniziale fase impressionista e cubista, inaugura, nel ’68, il tema delle “esplosioni solari” in cui costanti e onnipresenti soli gialli cominciano a esplodere, in concomitanza con i movimenti di quegli anni, fino a sfaldarsi in infiniti raggi segni e tracce di forme geometriche astratte, i ben noti “aviogrammi” che continueranno sino al 1978, seguono i “bianchi tattili”, nei quali il colore si dilegua, incalzato dalla materia che evidenzia le forme.

Il secondo periodo ha inizio alla fine degli anni 70, prendendo il via proprio da Napoli con il suo “naturalismo astratto” cos definito da Rosario Assunto, “con le fuggevoli e lampeggianti memorie di acque, di cieli, di iris”, annoverate nelle opere realizzate in acrilico nelle quali il teorico, Carlo Belli rileva che “il pittore, pur nel suo astrattismo, conserva una riconoscibilit  spaziale dell’oggetto”.

Il catalogo, edito da De Luca Editori d’Arte di Roma e curato da Raffaele Gavarro, si apre con un saggio di presentazione del direttore della Reggia di Caserta, dottoressa Lucia Bellofatto, prosegue uno studio critico di Gavarro, seguito da una biografia critica ed essenziale corredata di foto di incontri in bianco e nero. Il tutto arricchito da un’antologia critica con la bibliografia sull’artista e tutte le fotografie delle opere in mostra.

Nella foto in alto, l’artista. In basso alcune sue opere

La mostra è ad ingresso gratuito ed aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 13.30 esclusi domenica e marted.
www.eduardopalumbo.com
www.reggiadicaserta.beniculturali.it