“La canzone italiana è nata a Napoli”. Il grande cultore della canzone napoletana Franco Manuele ne è convinto. Un attento studio della storia della musica nazionale non può, infatti, prescindere dall’analisi della storia e l’evoluzione della musica partenopea verso la quale è in grande debito. Il cantante e chitarrista cita alcuni nomi: «Cesare Andrea Bixio, Armando Gill, Libero Bovio, hanno fatto la storia della canzone. Salvatore Gambardella non sapeva neanche quante fossero le note musicali quando ha scritto ‘O Marenariello’, Furturella».
Inserito dal giornalista Pietro Gargano nella “Nuova enciclopedia della canzone napoletana”, Manuele è erede di quella tradizione partenopea che ha scritto la storia della musica napoletana e italiana e l’ha fatta conoscere al mondo. Assiduo frequentatore del ‘Salotto di Tolino’, salotto culturale del poeta Salvatore Tolino che negli anni ha accolto il fior fiore del mondo artistico partenopeo (Franco Ricci, Peppino di Capri, Nunzio Gallo…), e dove solitamente si esibisce nelle famose matinee, “le domeniche degli amici del salotto”, da circa 10 anni collabora con il professor Aldo De Gioia nelle lezioni che lo stesso tiene presso l’associazione Humaniter di piazza Vanvitelli sulla storia di Napoli e della canzone partenopea.
Nato a Napoli, nel quartiere Vomero, sin da piccolo mostra una particolare predisposizione per la musica e la recitazione. Aveva soli sette anni quando suonava l’armonica a bocca, dieci quando recitava la parte di Peppiniello nella commedia “Miseria e nobiltà” di E. Scarpetta, quindici quando, aiutato da un suo amico, imparava a suonare la chitarra e entra a far parte di alcuni complessi musicali. «La passione per la musica è una cosa innata che probabilmente ho maternizzato dato che mio padre suonava solo il campanello della porta di casa – commenta scherzando – mentre mia madre suonava il mandolino e mio nonno, che era il palchettaio del teatro Bellini, la fisarmonica e il pianoforte».
Esigenze familiari lo costringono ad accantonare la sua passione. «Mio padre – racconta – muore quando avevo 19 anni. Essendo figlio unico ho dovuto rimboccarmi le maniche e aiutare mia madre che aveva un piccolo negozio. In pratica ho dovuto appendere la chitarra al chiodo. Ho cominciato a lavorare nel settore automobilistico come funzionario della Renault. E’ stato proprio in quegli anni che ho ripreso a suonare, ancora dilettante, durante le feste che spesso organizzavano alla casa automobilistica, fino a quando un collega ispettore mi chiese di accompagnarlo a comprare una chitarra. Lui non era portato per la musica e dopo un mese ho deciso di comprarla io. Conobbi quello che è diventato un mio caro amico, Pasquale Converso del Trio Convers, che mi invitò al salotto di Tolino per far ridere la gente perché, secondo lui, avevo una capacità innata. E’ stato lui ad indirizzarmi verso la canzone umoristica».
Manuele, oltre a essere una voce nota in molti teatri, club, è anche un navigato macchiettista quando si cimenta in brani del repertorio umoristico che studia insieme alla storia della canzone napoletana. Partecipa negli anni a spettacoli organizzati dal Touring club italiano, dal comune di Napoli (tra cui Maggio dei Monumenti, Mezzanotte nei parchi), si esibisce in molti circoli culturali partenopei (Posillipo, Canottieri Napoli, Megaris, Circolo Nautico Savoia…), con il gruppo di cabaret “Parenti stretti” tiene serate in varie località italiane, rinomati hotel, conduce, per molti anni, trasmissioni radiofoniche sulla storia della canzone napoletana su diverse emittenti locali tra cui Radio Jolly, ospitando artisti del calibro di Roberto Murolo, Amedeo Pariante, Egisto Sarnelli, è stato ospite in varie trasmissioni televisive come ‘Il salotto di Rosaria Nesta’ su Televomero per 5-6 anni.
Sensibile e delicato interprete della più classica canzone napoletana, ‘di contrabbando’, accompagnava con la chitarra Roberto Murolo durante le sue esibizioni. Ha fatto parte del cast artistico sulla motonave MSC Sinfonia per la seconda crociera della Canzone napoletana (è stato scritturato per tre crociere). La sua voce, talvolta ammiccante, talvolta sensuale, ha avuto diverse recensioni sui principali quotidiani napoletani (Il Mattino, Il Roma). E’ stato anche uno dei protagonisti dell’ultimo aperitivo ad arte in terrazza organizzato dal mondodisuk e dal Consorzio Antiche botteghe tessili di piazza Mercato per sostenere il progetto di crowdfunding SosPartenope. Con le sue canzoni ha allietato l’ultimo giovedì di luglio alla Bulla in via Duca di San Donato 73.
Due i dischi incisi, quasi per caso. Il primo nato a Tarvisio (Udine) durante la permanenza in un albergo a 4 stelle dove erano in programma tre serate dedicate alla musica napoletana. «Finito di suonare – racconta – mi battevano appena le mani, tanto che pensavo di non essere piaciuto. Il giorno dopo, invece, tutti mi chiamavano maestro riempiendomi di complimenti e chiedendomi un disco. Io, che non ne avevo mai fatto uno fino a quel momento, rispondevo di averli dimenticati a Napoli. Tornai a casa e decisi di incidere Comme se canta a Napule».
Il secondo, invece, forse quello più importante, Franco l’ha inciso a Vicenza. Suo figlio lavorava proprio lì dove viveva una poetessa dell’associazione ‘Poeti dialettali’ conosciuta in Sicilia durante uno dei suoi tanti tour in giro per l’Italia. «Grazie a lei – continua – ho conosciuto il presidente dell’associazione della Camera degli avvocati, un napoletano a cui piaceva organizzare serate. Un pomeriggio mi disse: Prendi la chitarra e vieni con me. Mi portò in una sala incisioni e aggiunse: tu da qui non ti muovi se prima non incidi 10-11 macchiette». Nasce così il secondo disco: Le macchiette, appunto.
«Ho ancora tante cose in pentola – commenta ironicamente il cantante sottolineando la sua età, 75 anni per nulla sentiti. Faccio quello che posso con il massimo entusiasmo – dice». In attesa di ricevere una presidenza onoraria in un importante circolo culturale napoletano, sta già pensando al suo prossimo spettacolo sulle canzoni non umoristiche di Pisano e Cioffi e a un nuovo progetto, insieme al jazzista Salvatore De Vita conosciuto alla Mostra d’Oltremare in occasione della manifestazione ‘Napoli incontra il mondo’ tenutasi lo scorso luglio: fondere la musica napoletana con il jazz. Tutt’ora si esibisce nelle matinee nel salotto del giornalista Italo Sgherzi e, quasi tutti i sabato sera, all’Arts Cafe Napoli (via San Giuseppe Dei Nudi, 9).
Per saperne
https://www.facebook.com/franco.manuele.1

In foto, il cantante Franco Manuele