Nasce a Napoli la rete dei piccoli teatri metropolitani. Un progetto ambizioso che riunisce cinque palcoscenici partenopei (Piccolo Bellini, Teatro Area Nord, Elicantropo, Interno 5 e Theatre de Poche) con l’obiettivo di proporre un nuovo modello di teatro che abbia al centro le esigenze dello spettatore e la rinascita culturale della citt .
Durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi al Pan, i direttori dei teatri hanno illustrato i motivi e gli obiettivi che hanno portato alla creazione della Rete sviluppare una modello di comunicazione sia su carta che in rete, proporre al Comune di Napoli un progetto che riguardi i trasporti e gli impianti di comunicazione, creare agevolazioni per i giovani e le fasce più deboli, abbonamenti integrati.
“Una delle regole che la rete intende far propria è quella della centralit  dello spettatore ha spiegato Lello Serao, direttore del Teatro Area Nord di Napoli Siamo sempre più convinti che porre al centro delle nostre scelte lo spettatore in quanto soggetto attivo, risulti oggi un forte elemento di identit  e di innovazione”.
I direttori dei teatri si sono messi nei panni degli spettatori e si sono chiesti cosa avrebbero voluto dal teatro del 2013 il risultato è un progetto che abbandona le vecchie preoccupazioni su luoghi, programmazione e pubblicit  come uniche linee guida nella creazione del programma, a discapito del pubblico, per favorire strategie che sappiano, da un lato, rispondere alla crisi con meccanismi di agevolazione atte alla preservazione e all’incremento delle presenze a teatro, attraverso il miglioramento dei servizi offerti allo spettatore e, dall’altro, configurare scenari più complessi e di maggiore articolazione tra le componenti del settore.
“I nostri teatri sono nati sulla scorta di alcune valutazioni – ha dichiarato Daniele Russo, direttore responsabile del Piccolo Bellini che hanno il bisogno di essere ribadite continuamente e che nascevano non certo dal carattere commerciale dell’impresa, ma nell’ottica sia del servizio al territorio, sia del confronto sull’arte e sulla sua funzione sociale. La rete vuole essere il luogo per innovare il sistema delle relazioni e della comunicazione, vuole porre interrogativi sull’arte del prossimo futuro, vuole caratterizzarsi come raggruppamento di imprese con forti radici territoriali, vuole proporre alle Istituzioni una modalit  nuova di interrelazione, strategie comuni per il fundraising e tutte le altre iniziative necessarie al buon funzionamento e all’accoglienza”. Senza intaccare l’autonomia di ciascuna struttura.
stata quindi ripristinata la sigla del Consorzio Teatro Campano (CTC), uno dei più grandi centri di distribuzione teatrale, per racchiudere tante piccole iniziative intrise di valore culturale che si svolgono nella citt i per stimolare la gente, attrarne l’attenzione e avvicinarla al teatro, troppo spesso considerato, soprattutto dai giovani, “un mostro di noia riservato a persone altrettanto noiose”.
Da qui la linea d’azione della rete che comprende l’aumento dell’offerta teatrale, con ben 56 titoli tra cui scegliere; la possibilit  di partecipare alle prove di alcuni spettacoli che verranno poi comunicati nelle conferenze stampa di presentazione della programmazione dei singoli teatri; l’unificazione dei prezzi, fissati a 15 euro per singolo spettacolo, per tutti i teatri partecipanti; la creazione di due card di colore diverso, una per gli under e una per gli over 30, che abbassa il prezzo del biglietto a 6 euro per gli under 30 e a 10 per gli over e che includono la possibilit  di accumulare punti che, raggiunto un certo numero, daranno poi diritto ad un premio; infine la creazione di una pagina facebook su cui scrivere commenti, opinioni e osservazioni sulle varie pièce.
In cantiere anche l’idea di un servizio navetta che aiuti gli spettatori a muoversi senza la preoccupazione della macchina. Il trasposto sar  organizzato, si spera, dal Comune di Napoli, altrimenti sar  la Rete stessa a provvedere.
E visto che tra gli obiettivi c’è anche quello di far girare gli spettacoli di compagnie giovani ed emergenti, sono state stipulate convenzione con alberghi e ristoranti che favoriscano la permanenza in citt  di queste compagnie.
“Cinque teatri cos diversi ha spiegato Peppe Miale, del Theatre de Poche che fino a un anno fa non si sarebbero nemmeno rivolti la parola e che oggi si trovano invece uniti è il segno che con la crisi in cui si trova il paese uniti si può ancora fare cultura, tanta e forse anche migliore, ma separati sicuramente si muore”.

Per saperne di più

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In foto, il logo e un momento della conferenza stampa