Ulisse un eroe sedimentato nella memoria, un personaggio vecchio di tre millenni or sono, ma che ancora oggi seduce perch difficile, sfaccettato, indecifrabile. Catturato dal suo fascino intramontabile anche il maestro Nicola Piovani che, accompagnato da Andrea Avena (contrabasso), Marina Cesari (fiati), Pasquale Filastò (violoncello/ /mandoloncello), Ivan Gambini (batteria/percussioni), Aidan Zammit (tastiere), ne ripercorre il mito in un racconto in musica, per strumenti e voci registrate. Sono di Carlo Cecchi, Paila Pavese, Massimo Popolizio, Mariano Rigillo, James Joyce, Virgilio Zermitz, Siobhan Mckenna, Chiara Baffi, Massimo Wertumuller, che interpretano brani celebri di Kavafis, Omero, Joyce, Tasso, Pindaro, Saba.
“Viaggi di Ulisse” questo il titolo dello spettacolo- sta girando la Penisola in tour e ha fatto tappa domenica 9 settembre 2012 al Napoli Village Festival, andando a impreziosire con suggestioni e emozioni un cartellone che, di certo, non ha lesinato sui grandi nomi. E intorno a Piovani l’attesa era cresciuta, alimentata soprattutto dall’annullamento della data in programma lo scorso 26 agosto.
Suddiviso in cinque movimenti, strutturati a mo’ di episodi, il concerto gioca tutto sulla curiosit  di Ulisse, tratto che ha fatto innamorare Piovani e che emerge mirabilmente nella prima delle otto tavole disegnate da Milo Manara per contestualizzare gli eventi e, al tempo stesso, decorare la scena.
“La prima tavola, quella del prologo, ha lo sguardo di un grande Ulisse del secolo scorso- spiega il premio Oscar- di chi non si accontentava di guardare la realt  cos come veniva presentata. Qualcuno ha individuato lo sguardo di Pier Paolo Pasolini”. E sono ancora tanti gli Ulisse che tutti i giorni cercano di andare oltre, spinti dal desiderio di scoprire ciò che ancora non si sa, di rompere le gabbie mentali che danno tutto per scontato. Questa la modernit  dell’ “uomo dal multiforme ingegno”, come Omero lo defin.
E all’Odissea si ispira Piovani nella prima parte del concerto, quando le voci registrate, inframmezzate nella partitura, evocano le gesta dell’eroe recitando versi che rimandano a tre famose avventure dalle lusinghe delle sirene, cui Ulisse, legato all’albero maestro, non cedette, “unico personaggio ad avere udito cosa cantassero”- ricorda il maestro- passando per l’isola dei Lotofagi, ove un inflessibile Ulisse, ad uno ad uno afferra i compagni, resi felici, giocondi e quasi inebetiti dal fiore di loto, e li sbatte nella stiva “perch nessuno deve perdere la memoria della lingua e dell’isola natie”.
Infine, ancora la curiosit  induce il personaggio omerico a entrare nell’antro del Ciclope e, nonostante il pericolo, “non volle abbandonare la spelonca perch bramava di vederlo in faccia”. Ma l’Ulisse di Piovani va oltre il lieto fine dell’Odissea “poema pervaso di musica”. Il compositore, infatti, richiamandosi alla versione di Cicerone, ripresa da Tasso e da Dante, fa salpare di nuovo l’eroe da Itaca alla volta delle colonne d’Ercole. Ad attenderlo, stavolta ci sar  non la donna casta e fedele, “figura che è stata contestata dai movimenti femministi della seconda met  del Novecento”- aggiunge- bens una Molly Bloom/Penelope in salsa partenopea, livida di rabbia che impreca in dialetto contro il marito lontano.
Il flusso di coscienza è recitato in parte in inglese, dalla voce dello stesso Joyce, in parte in napoletano da Chiara Baffi. ” Abbiamo cercato di riprodurlo coltivando l’aspetto sonoro con una traduzione che risultasse musicale – spiega Piovani- e il napoletano, grazie alle odierne tecnologie, è stato registrato senza sospiri, senza punteggiatura, cercando di intuire il pensiero di Molly Bloom”.
Piovani fa morire Ulisse oltre le colonne d’Ercolequando l’eroe capisce che la fine è ormai imminente, e il mare si sta chiudendo su di lui, “sente nella voce e nel cuore il canto delle sirene, un momento di grande intensit  drammatica enfatizzato dalla chitarra elettrica. Riecheggia immenso uno degli endecasillabi più belli del Novecento, ” e della vita il doloroso amor” che chiosa il celebre “Ulisse” di Saba, dai forti connotati autobiografici, ormai anziano ma con lo sguardo fisso alle luci del porto e con il cuore indomito che lo sospinge al largo.
Prossimo e ultimo appuntamento il 12 settembre alle terme di Agnano con il tango di Miguel Angel Zotto (alle ore 21) e la notte della Milonga (dalle ore 23).

In foto, Piovani alle Terme di Agnano