>”Tutti gli amici di Anna”, ossia la narrazione di un percorso femminile attraverso pregiudizi e barriere culturali è il nuovo libro di Enrico Pennino presentato alla libreria Ubik di Napoli, da Ramona Granato. Edito da Scrittura e Scritture Edizioni, “Tutti gli amici di Anna” arriva a distanza di diversi anni dal suo esordio come scrittore nel 2005 con la raccolta “Versi e Aforismi”, seguito nel 2006 dal racconto “Il Segno di Joao”.
Il libro- spiega Pennino- nasce da una profonda osservazione della provincia nella quale vivo da otto anni. Un’area geografica profondamente differente dalla metropoli e dalla periferia nella quale sono cresciuto. Nella fattispecie vivo a Striano, vicino Sarno, a quasi 40 km da Napoli. Il tessuto sociale delle zone più lontane dalle grandi citt  lascia spazio a profonde riflessioni in tema di integrazione viste le numerose comunit  di immigrati presenti.

Quali crede siano le differenze tra la provincia e la metropoli rispetto a temi come l’immigrazione e l’integrazione?

La frenesia della vita metropolitana provoca quasi indifferenza riguardo questi temi. Gli immigrati, le loro famiglie, i loro figli (a tutti gli effetti italiani) sono quasi mimetizzati nel vorticoso incedere della quotidianit  cittadina. Nei paesi più piccoli, anche per una questione numerica, è impossibile non osservare o studiare il fenomeno. L’integrazione è più evidente, i nostri figli vanno a scuola e si trovano in classe multietniche dove ogni bambino o giovane fanciullo, pur caratterizzandosi per aspetto, religione e lingua, interagisce in modo naturale coi compagni.

In che modo il suo percorso, variegato per esperienze e interessi, l’ha portata alla scrittura?

La scrittura è stata sempre una mia passione. Non posso dimenticare gli ottimi consigli ricevuti da studente ma un ruolo fondamentale l’ha giocato la mia professione. Lavoro nel campo della pubblicit  e della comunicazione visiva anche come copywriter e la scrittura creativa mi è sempre piaciuta. Scrivere un libro è qualcosa di diverso e decisamente più complicato ma mi d  l’opportunit  di tirare fuori tutto quello che desidero arrivi, magari in maniera più spalmata, al lettore. Sul mio sito ho scritto, in una frase, cosa è per me scrivere “Scrivere è il modo ordinato di farsi capire quando le emozioni e la voglia di raccontare ti travolgono a tal punto da reputare insufficienti tutte le parole a disposizione per esprimere, a voce, la gioia e il tormento di un sentimento vero.”

Ha sottolineato l’importanza, per lei, della lettura nel suo avvicinarsi alla scrittura. Quale libro e perch ha segnato la cesura tra questi due momenti?

“Ho letto molti libri che mi hanno fatto spesso pensare di poter intraprendere la carriera di scrittore. Ho cominciato, giovanissimo, a leggere Asimov (lo consiglierei ai più giovani, per cominciare). Potrei citare altri testi che nel corso degli anni mi sono piaciuti o mi hanno affascinato. Le letture più impegnative, intorno ai 30 anni, hanno fatto scattare la molla decisiva. Vorrei solo citare, tra gli altri, “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” di Saramago, il libro di un Nobel è sempre un ottimo motivo per cominciare, con voglia e decisione.”

In foto, la copertina del libro e l’autore