Labbra tumide e generose, si schiudono nella promessa di un’offerta d’amore, accompagnata dall’esibizione di piccoli e turgidi seni. Mentre i capelli castani, lunghi e maestosi, si lasciano sfuggire qualche filo, seppur incastrati, a partire dalla fronte, nel capriccio di una treccina. E lo sguardo, finto ma seduttore, sembra sussurrare”Sono come tu mi vuoi”. Con disinvolta (in)naturalezza, Barbie interpreta la donna bambola che punta a essere preda, star nel paradiso degli orchi dove la catapulta Peppe Esposito che l’ha fotografata a tre dimensioni per la mostra Wonderland orchestrata dal Casoria Contemporary art museum (Cam) nel 2010.
Nello studiocasa dell’artista partenopeo, in zona Chiaia, Barbie si svela a chi viene a scoprire sentieri di un percorso intrapreso da bambino.
“Da grande farò il professore di disegno” l’entusiasmo si fa strada nelle parole e negli schizzi di carta che raffigurano pere o mele tracciate nel negozio paterno di frutta al Cavone di piazza Dante. Ora, a cinquant’anni, continua a contagiarlo con lo stesso entusiasmo, spingendolo a scrutare nuovi orizzonti in pittura, fotografia, grafica, il suo tris portafortuna, sin da studente dell’ Accademia napoletana di belle arti.
Ciò che conta sono gli occhi. Serrati, spalancati, smarriti. O chiari e trasparenti come quello di un’allieva del liceo Palizzi dove insegna arte della stampa e restauro del libro. Si propongono, in semicosciente presenza, anche nelle immagini di bambolotti che assomigliano a bimbi immersi nel liquido amniotico materno, ritratti da un ecografista a distanza ravvicinata. A volte, gli occhi emergono dai pixel in bianco e nero dei ritratti dipinti a mano, meticolosa imitazione della tecnologia, anticipata negli anni ottanta, prima ancora che il computer divori tutti i momenti liberi. In primo piano, scugnizzi o una diva come Judy Garland. Oppure, gli occhi si nascondono dietro vistosi occhiali sul viso di una performer vestita da suora.
La realt  è il modello preferito. S’impone dovunque. Domina nei suoi scatti consacrati alla paura, proposti nell’inchiesta fotografica realizzata per la quinta edizione della rassegna L’arte della felicit , nel 2009. Il bidello, il vicepreside, uno studente. Mostrano un cartello con una frase di Martin Luther King “Io ho paura del silenzio degli innocenti e non delle parole dei “violenti”.
E il vero diventa verosimile. Gli oggetti s’incontrano per raffigurare il tre di bastoni nella collettiva di 40 artisti per la mostra Carte napoletane, esposta oltre che a Napoli, a Roma e Nizza le “cucchiarelle” di legno escono dalla cucina e invadono il primo piano di una elaborazione digitale, allineate tra peperoncini di ceramica, rossi di forza e sapore.
Nemmeno la bruttezza sfugge all’obiettivo “Demoliali” è il grido che Peppe raccoglie dall’Archivio fotografico Parisio per mettere a fuoco lo “scempio” partenopeo di piazza Ottocalli, aggredita da un mostro di cemento, la tangenziale, arteria autostradale invasiva, che non ha il pudore di evitare la citt  e arriva a sfregiarne il cuore, quasi sfiorando la testa degli edifici.
Ogni tanto, il realismo sposa l’ironia e fotografa sacchetti dei rifiuti sigillati dalle ciliegie doc, vanto di Chiaiano, quartiere di Napoli che lotta con l’incubo della discarica.Ma il primo amore non si scorda mai. L’esuberanza della natura riempie le stanze dell’hotel Correra 241, quasi di fronte a piazza Dante, e si posa sulle pareti coloratissime del primo art/albergo della citt  (aperto gi  da qualche anno) con una zumata su arance, peperoni, pomodorini. Non manca una ripresa di mare abitata da alici, su uno sfondo azzurro.
L’immaginazione spia il ritmo della vita e cancella la minaccia delle ombre.

Nelle foto, Peppe Esposito e le sue opere

L’AUTORE
Nato nel 1960 a Napoli, dove vive e lavora. Ha studiato Arte della Stampa all’Istituto d’Arte “F.Palizzi” e Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ha seguito i corsi di Graphic Design di Renato Barisani e di Fotografia di Mimmo Jodice. E’ docente di Arte della Stampa e del Restauro del Libro presso il Liceo Artistico/Istituto d’Arte “F. Palizzi” di Napoli.
Fin dai primi anni Ottanta, si occupa di comunicazione per immagini attraverso vari campi di ricerca, cha vanno dal visual design alla fotografia, dalla pittura alle opere tridimensionali, fino all’uso delle nuove tecnologie digitali e multimediali. Ha esposto in numerose mostre nazionali e internazionali, le sue opere sono presenti in musei, collezioni pubbliche e private e in archivi di arte contemporanea, sia in Italia che all’estero.

Archivi e Musei

Archivio Digitale del Centro di Documentazione delle ArtiPAN Palazzo delle Arti Napoli, (Napoli)
CAM Casoria Contemporary Art Museum, Casoria (Napoli)
Institut Franais de Naples Le Grenoble (Napoli)
Alexander Museum Palace Hotel (Pesaro)
MuBe Museu Brasileiro da Escultura (San Paolo, BRASILE)
Bibliothèque Centrale du Hainaut, (La Louviere, BELGIO)
Archivio dell’Associazione Culturale Satura, Centro per la Divulgazione delle Arti (Genova)
Archivio Internazionale di Antonio Sassu Fluxus , Mail-Art , Conceptual-Art , Poesia Visuale, Video, Performance, Book-Art. Torreglia (Padova)
Archivio del Dipartimento Arte della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo (Salerno)
Povezave / Connections, Galleria Dlum (Maribor, Slovenia)
Archivio Vinile, Archivio Storico del Vinile d’Arte di XX.9.12 FABRIKArte.
Piombino Dese (Padova)
Hotel Correra 241 (Napoli)

LA NOTIZIA UN ARTISTA TRA NIZZA E MILANO

Peppe Esposito, con 49 O’ piezzo e’ carne, partecipa alla collettiva “Interpretation des numeros de la tombola napolitaine”. Il circolo degli artisti franco-italiani di Nizza, la camera di commercio italiana di Nizza, la galleria Monteoliveto di Napoli e Nizza e il Museaav di Nizza, organizzano un’esposizione d’arte contemporanea dedicata ai numeri della tombola napoletana, fino al 10 marzo, al Museaav di Nizza (Costa Azzurra) Francia. Novanta artisti rappresentano, ciascuno con il suo stile, un numero e il suo significato secondo il classico gioco della tombola.
Fino al 15 marzo (dalle ore 16 alle 19, da marted a sabato) alcune opere di Peppe Esposito saranno esposte a Milano nella galleria L’Acanto in via Enrico Noe.