Torna "Museum". Venerd 4 settembre prende il via l’ undicesima edizione della rassegna che rinnova l’appuntamento con il teatro e la cultura nella splendida cornice della Certosa del Museo di San Martino di Napoli.
Il progetto, ideato dall’attore e regista irpino Renato Carpentieri (tra l’altro, vincitore del “Premio Sacher” per “Porte aperte” di Gianni Amelio e del “Nastro d’Argento” per “Puerto Escondido” di Gabriele Salvadores”; vicequestore Valerio Cafasso nella serie TV “La Squadra”), è organizzato da “Libera Scena Ensemble”, con la produzione esecutiva di Lello Serao, e realizzato con la collaborazione e il contributo della soprindentenza Speciale per il Polo museale Napoletano; dell’ Accademia delle Belle Arti di Napoli; del ministero per i Beni e le Attivit  Culturali dipartimento dello spettacolo; della Regione Campania – assessorato al turismo; del Comune di Napoli assessorato ai grandi eventi e del consorzio teatro Campania.
La manifestazione, che si propone ogni anno lo scopo di accompagnare le visite museali con momenti di spettacolo, offre quest’anno un’antologia di otto “sale” scelte, per significato e attualit , tra le 91 complessive delle precedenti dieci edizioni e comprendono autori e testi di spessore, da Elio Vittorini a Giordano Bruno, da Tommaso Marinetti a Herbert Marcuse, da Gramsci a Melville.
Ogni giorno (escluso il mercoled), fino al 4 ottobre, dalle 10.30 alle 12.00, gli spettatori che visiteranno la Certosa potranno quindi scegliere di andare a assistere al dialogo tra i due massimi esponenti del pensiero negativo degli anni Sessanta (Theodor Adorno ed Herbert Marcuse), che in un pub di New York scambiano confronti ideologici e filosofici sulla guerra, sul movimento studentesco e sulle trasformazioni culturali con un reduce del Vietnam ed una cameriera sognatrice nella “Sala della Vita Offesa”, oppure di partecipare, nella “Sala del Convegno”, all’incontro tra Tommaso Marinetti, Francesco Cangiullo, Luciano Folgore e Giacomo Balla che si preparano alla rappresentazione della “Piedigrotta”, appunto di Cangiullo.
Insomma, fino a un massimo di due “pièce” al giorno, al costo di soli 6 euro (ci il normale costo del biglietto per la visita alla Certosa), i visitatori potranno scegliere il loro personale “percorso di fruizione”, passando da una sala all’altra seguendo la loro sensibilit , la loro curiosit  ed il loro gusto, in quella che è, secondo Carpentieri, “una grande esperienza di creazione collettiva. Ossigeno da respirare a pieni polmoni. Una grande avventura” in cui “Il pubblico non è nettamente separato dagli attori, ma abita il loro stesso luogo, vive e respira e si commuove e pensa nello stesso spazio, si scopre dentro la storia raccontata. Il Museo cos rivive, abitato per alcune ore da visitatori appassionati, e le sue mura entrano in risonanza con il teatro”.