Tra archeologia e modernit , sulle orme di un tracciato che da anni si configura come un modus operandi, gli spazi del Museo Archeologico di Napoli ospitano le opere del maestro Giuseppe Pirozzi, con un’esposizione dal titolo “Oscilla e altri reperti”, aperta al pubblico fino al 22 gennaio 2012. Raffinato nella tecnica, forte nella sua capacit  di comunicatore dell’immagine, Giuseppe Pirozzi ha in più occasioni avuto modo di confrontarsi con l’antico. Da qui la proposta del reperto come recupero del ricordo, eco di un passato che si insinua nella modernit  del vivere quotidiano per rammentare alla memoria collettiva che il corso della storia è un continuo flusso di eventi che ritornano. I 24 oscilla sono rilievi in terracotta circolari o quadrati, in cui i segni di un immaginario figurativo illuminato si affastellano nello spazio ristretto con apparente saturazione, in un impianto formale in realt  assolutamente rispondente ad un preciso piano compositivo.
Volti, pesci, numeri, lettere, bulloni, viti e chiodi animano formelle di materia plasmata con perizia e sapienza. Giuseppe Pirozzi ha una formazione accademica; studia discipline scultoree con Emilio Greco e Augusto Perez. dopo un incarico di insegnamento al Liceo Artistico nel ’64 ottiene la cattedra di Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Risalgono agli anni sessanta i suoi primi lavori significativi in cui la figura umana presenzia, seppur privata delle sue sembianze più consuete, per divenire il pretesto di un astrazione formale alimentata da frammenti figurativi. Dagli anni settanta l’arte assume per Pirozzi una veste più intimista che trova nei piccoli oggetti il punto di focale della propria speculazione culturale, il cui risultato porta alla realizzazione di sculture in argento di piccolo formato. Conseguenza naturale di un plasticismo attento alle minuzie e “alla definizione nitida dei particolari” è l’interesse dell’artista per il gioiello inteso come una micro-scultura da indossare, da vivere.
Anelli, bracciali, spille e fermagli, pezzi unici di indubbio pregio, realizzati in argento fuso a cera persa, impreziositi con gemme o coralli. Nonostante l’amore per la miniatura Pirozzi non trascura il rapporto con lo spazio urbano dando prova della sua valenza artistica nel confronto con architetture e ambienti pubblici per i quali ha creato ed installato opere di grandi dimensioni. Ha partecipato a Rassegne Nazionali e internazionali destando vivo interesse tra critici di rilievo. E’ recente la sua partecipazione, in occasione della 54 Biennale di Venezia, all’ esposizione regionale del Padiglione Italia che ha avuto luogo presso gli spazi dell’Ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano.

Oscilla e altri reperti
Aperta al pubblico fino al 22 gennaio
Museo Archeologico Nazionale
Piazza Museo Nazionale 19, 80135 Napoli
Orari Dalle 9,00 alle 18,30
tutti i giorni escluso il Marted
Per saperne di più
museoarcheologiconazionale.campaniabeniculturali.it

In foto, Giuseppe Pirozzi e le sue terrecotte all’Archeologico di Napoli