L’Apocalisse secondo Vettor Pisani, eclettico artista ischitano, classe 1934, autore del “Manifesto dell’Antipolitica Italiana, lettera aperta a Silvio Berlusconi. (Per favore Signor Presidente ci ridia la Nostra Biennale di Venezia 2011)”. Scoppia su uno di quei barconi stracolmi di disperazione, fagocitati dal mare, non più rassicurante immagine di maternit  ritrovata, ma spietata tomba di uomini.
CIMITERO DEI MORTI VIVENTI

“Apocalypse now Lampedusa, cimitero marino liquido dei morti viventi del Nord Africa (Sud Sahara)” è la mostra antologica presentata dal maestro nelle sale di Palazzo Ruffo di Bagnara, (Piazza Dante 89, Fondazione Morra , fino al 14 settembre, da luned a venerd 10-13 e 16-20), un viaggio onirico, reale e surreale in cui le connessioni possibili superano l’arco teso fino all’estremo di ogni più fervida immaginazione.

Dall’invito della personale si percepisce come l’Apocalisse di Pisani non sia semplicemente da venire, ma “ora”, in questo preciso momento, nel volto caricaturale del “Senatur” Umberto Bossi, che campeggia sullo sfondo dell’imminente, tragico destino di una “carretta del mare”, traballante di emigranti diretti verso l’isola dei morti di Bcklin.
RISPOSTE ESISTENZIALI

Nelle installazioni l’attualit  si fonde con la reinterpretazione di maestri-musa, quali Duchamp, Klein e Beuys, ma sopra ogni cosa è l’immaginario simbolista che consente all’artista di porre lungo un unico percorso risposte esistenziali di carattere massonico e esoterico, sessuale e materiale, blasfemo e biblico.

La mostra, che ripercorre parte della sua quarantennale carriera, si snoda nelle quattro sale dell’edificio seicentesco come una sorta di percorso iniziatico verso la sapienza, che cerca e trova se stessa in una serie di opere trasversali, le quali portano a compimento il cammino esistenziale, ricongiungendo vita e morte.

Le uova distese su pelle di agnello, la statua della Madonna, posta su di un frigorifero, rappresentata nell’atto di accogliere a s l’uomo, il suo figlio prediletto, preparano ad un mondo più complesso, fatto di simboli fallici e vagine, maschere e richiami sessuali sfrontati e violenti, simboli alchemici ed esoterici suggellati nella visione massonica dei Rosacroce.
CONSAPEVOLEZZA

L’installazione “Agnus Dei” conclude il cammino dell’iniziato, conducendolo al grado più alto della consapevolezza. Pelli di ovino distese sul pavimento sembrano voler coinvolgere ogni senso dell’osservatore, attraverso l’odore acre del mattatoio, il pelo ispido dell’animale, la vista di un mare non di acqua, ma di “carne”, il sapore di ciò che è destinato a finire ed il suono di un pianoforte muto, posizionato al centro dell’opera.

Tuttavia Vettor Vittor per l’occasione, “Vittorioso scommettitore” gioca con il mondo, riportandolo alla luce, vincendo la morte assoluta, servendosi dell’arte immortale. Ed è la dedica a Gino De Dominicis, artista scomparso nel 1998, convinto assertore dell’immortalit  dell’arte, a far riemergere l’uomo dalla sua condizione “finita”. Al De Dominicis, Pisani dedica una sala intera e lo rappresenta come scheletro in sella ad una bicicletta, come irridente osservatore del mondo.

L’arte di Pisani sfugge ad ogni interpretazione univoca, quasi la respinge e si immerge nella totalit  dell’esistenza penetrandone ogni aspetto, in una visione del mondo che si fa e si disfa continuamente, in cui gli elementi ed i simboli non si oppongono, ma creano per quell’attimo la nuda e cruda verit .

In foto (di Maria Volpe Prignano), alcune opere dell’artista