Al Plart si parla dei travestimenti nell’estetica del contemporaneo, in un incontro che ha impegnato nell’analisi del tema alcune tra le più autorevoli voci del panorama estetologico internazionale. “Camouflage. Poetiche dell’invisibile nel panorama estetico d’oggi” è il titolo dell’incontro tenutosi al Plart di Napoli, in occasione dei festeggiamenti del sesto anno consecutivo di attivit  del museo delle arti plastiche. L’iniziativa è a cura di Antonello Tolve, in collaborazione con la Fondazione Filiberto Menna e lAccademia di Belle Arti di Macerata. ” Il Camouflage è una strategia presente in tanti aspetti della nostra vita odierna dalla politica, alla natura, all’arte”(Gillo Dorfles). Dai mascheramenti degli ingranaggi o delle nuove tecnologie negli oggetti del nostro quotidiano, ai tessuti mimetici utilizzati per confondere l’abito con ciò da cui è circondato, dalle rappresentazione dell’arte alle intenzioni celate, tutto o comunque molto è camouflage, la finzione che altera la funzione.
una delle astuzie estetiche più utilizzate nel contemporaneo per costruire artifici, segreti, travestimenti. “La finzione o camouflage è un nascondimento- afferma Renato De Fusco – un modo di occultare aspetti della realt  che ostruiscono l’opera d’arte. Il binomio finzione/funzione o rappresentazione/conformazione ha un differente assetto nelle tre principali forme d’arte; in pittura prevale la rappresentazione supportata dalle finzioni prospettiche; in scultura vi è un perfetto bilanciamento; in architettura, infine, la conformazione ha la meglio, dovendo questa forma d’arte per sua natura costruire qualcosa di concreto e di nuovo per non scadere nella rappresentazione dell’esistente”.
L’incontro prosegue con l’intervento di Angelo Trimarco che affronta la tematica del camouflage come mimesi nel mondo animale e vegetale ” camouflage significa gettare incanto sulle cose che hanno un significato differente rispetto alla loro rappresentazione; è una figura che taglia trasversalmente campi differenti della vita e la mimesi animale è un suo esempio”. I camuffamenti sono le tecnologie dell’invisibile che influenzano inevitabilmente le forme di comunicazione dei linguaggi estetici contemporanei.
Il museo -secondo Stefania Zuliani- reagisce a questi cambiamenti spostando la sua funzione da portatore di contenuti a contenitore di oggetti meramente contemplativi, senza quindi una funzione specifica. ” Il Museo diventa talvolta esso stesso un’opera d’arte (come il Guggenheim di Bilbao) dove il pubblico si reca non più per vedere arte ma per vivere un’esperienza”. L’incontro si chiude con l’intervento di Cecilia Cecchini, coordinatrice scientifica del Museo Plart, con un excursus sulla storia della plastica, dalla sua nascita a met  dell’ 800, quando questi nuovi materiali, non avendo una vocazione profonda si fecero strada sul mercato attraverso l’imitazione estetica di altri materiali , fino ai tempi più recenti in cui le plastiche hanno assunto una loro fisionomia, allontanandosi cos dal camouflage .

Plart – Plastiche e Arte di Maria Pia Incutti-Paliotto
Via Martucci 48- 80121 – Napoli
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In foto,
un momento del convegno