Sartie, lune e altri bastimenti. Poesie di isole e di amori (La Vita Felice), prefazione di Salvatore Contessini,  è la recente silloge di Paola Casulli, poetessa, fotografa, giornalista. La scrittrice, originaria dell’isola d’Ischia ma trapiantata tra le colline del Monferrato, ha già pubblicato tre raccolte di poesia (Mundus Novus edizioni del Leone, Phitekoussai – Kairos edizioni, Di là dagli alberi e per stagioni ombrose – edizioni Kolibris)  e due brevi poemetti MitoGrafie, Lontano da Itaca, quest’ultimo rappresentato con successo in teatro a Verona.
Questa raccolta, in particolare, ha come tema fondamentale il mare, crediamo elemento molto caro alla Casulli, stante le sue origini isolane e di un luogo così affascinante e avvolgente come Ischia. Oltre a questo, il mare e il suo confronto con l’uomo, nella perenne lotta amorosa e/o selvaggia che ne può scaturire, pensiamo al “Vecchio e il mare” di Hemingway oppure alla straordinaria “Itaca” di Kavafis o, ancora, a “Moby Dick” e tanto altro.
La letteratura e la poesia hanno spesso perlustrato questi territori che ora Paola Casulli ripercorre in maniera personale, dal suo punto di vista femminile, con le sue poesie a un tempo delicate e sferzanti, per affrontare un tema difficile come una battaglia o un grande amore perenne, quello tra l’uomo e il mare, che coinvolge, in questo caso, le nostalgie, gli amori, le malinconie, i rimpianti.
Scrive: «Mondi incommensurabili, l’uomo e il mare: il primo a volte intimamente chiuso nell’angusta immobilità, il secondo inevitabilmente tumultuoso nel suo fragoroso abito d’acqua. Eppure entrambi soffiano sull’infinito e sulla pura linea dell’orizzonte con la stessa avidità d’intenti di chi vuole sottrarsi all’evidente plagio che risiede nei remoti sobborghi del destino e bussare forte, per tutto il tempo, alle porte dei giorni sublimi e trionfali!».
Una poesia talvolta tumultuosa, quella della Casulli, come le onde del mare, altre volte contemplativa a raggiungere, ad esempio, un tramonto marino e sempre molto visibile. I versi della Casulli procedono quasi per immagini – non a caso la poetessa è anche valente fotografa, autrice di interessanti reportage fotografici – infatti: «Ora il tuo dire sarà corsa di maree che s’alzano. Stendi l’isola al riposo Uomo rinascita, Uomo magnete, d’ossa e costellazioni. […] Sei uomo di mare, tu accecato di baie dove s’appoggia l’autunno».

Amburgo| ilmondodisuk.com
Qui sopra, la copertina del libro. In alto, il porto di Amburgo

Le parole che usa sono straordinari segmenti di emozioni, si trasformano in metafore dei sentimenti, oppure li esaltano e sempre, in qualche modo, si collegano al mare, quel mare che Paola Casulli conosce profondamente ed è elemento di vita come l’amore, quasi a confondersi con esso: «[…] E’ accaduto che guardarti restare sveglio all’alba di una Capri imprecisata mi abbia dato l’ordine di un’isola perduta oltre ogni dire a proteggere qualcosa rimasto fisso sullo scafo mobile dei giorni, dondolante nell’azzurro dei tuoi occhi a svelare il me in te».
Versi potenti e di raffinata sensibilità, versi passionali e solari, che affascinano chi legge, nell’intensa dichiarazione d’amore verso il mare, verso il vivere. Si sente in essi il rumore del mare, il perpetuo mormorio della risacca e si percepisce la condizione dell’isola, non solo come luogo geografico ma come luogo del cuore e dell’anima che avviluppa, appunto, nel sua solitudine, nel suo essere circondata dal mare e lontana da ogni cognizione tumultuosa del quotidiano. Eppure il quotidiano fa capolino, ogni tanto, e si contrappone, raggrumandosi in una dolorosa malinconia.