Anche a Napoli la veglia in ricordo delle vittime dell’omofobia e transfobia un’ora di condivisione (domenica, 20 maggio 2012 – ore 18.00. Tempio Valdese Via Duomo 275, angolo Via Cimbri ).
Un gruppo di boy scout, bambini, donne e uomini anziani,giovani omosessuali credenti hanno affollato il tempio valdese, ognuno ha dato una sua testimonianza, un suo pensiero, un suo vissuto. Parlando di amore,sofferenze, gioie, violenze omofoniche, ma soprtttutto del bisogno di avvicinarsi a Dio senza sensi di colpa, di vivere il proprio credo, la propria omoaffettivit , il proprio omosentimento, tutto è stato intervallato da video, da foto delle vittime di omofobia e tran fobia e da proiezioni, immagini forti, atti di violente punizioni corporali come fustigazioni, lapidazioni, da parte delle istituzioni di paesi come Uganda,Iran,Nigeria (oltre settanta nazioni nel mondo condannano l’omosessualit , addirittura un gruppo di fondamendalisti in Uganda chiede la pena di morte). Il titolo del filmato Vita Illegale fa pensare molto a quanta strada bisogna ancora percorrere.
Prima dell’inizio della veglia, ne parlo con Federico de Luca, coordinatore delle attivit .
“La veglia che, come gruppo Ponti Sospesi, proponiamo anche quest’anno vuole essere una testimonianza di questo difficile ma affascinante cammino in una realt  complessa come quella napoletana e il nostro più vivo desiderio è di aprirla a tutte le realt  del territorio che condividono con noi l’impegno per costruire una societ  in cui la diversit  sia vista come una potenziale ricchezza per tutta la comunit .”
Quali sono i rapporti con le istituzioni napoletane?
“Il nostro gruppo è presente sul territorio dal 2003, vari sono stati gli incontri con l’assessore alle pari opportunit  del Comune, Tommasielli, per creare una sinergia tra vari gruppi g.b.l.t. e altre associazioni. Ci siamo relazionati con gente preparata e disponibile. Inoltre, abbiamo l’appoggio del professor Paolo Valerio .( www.bullismoomofobico.it) e ancora con l’universit  Federico II e altre istituzioni.
Il gruppo Ponti Sospesi si incontra ogni quindici giorni di domenica presso l’associazione Oltre il Chiostro che a sede in Santa Maria la Nova.
Prossimi eventi e divulgazioni delle vostre attivit ?
“Presto ci sar  una convivenza di tre giorni con amici parenti dove formeremo un laboratorio di formazione per discutere dei diritti negati e come prevenire l’omofobia.
I nostri canali di informazioni? Chiaramente internet, dove abbiamo un sito
www.gruppopontisospesi.eu

Un ricordo per Matteo… 16 anni
“Sei come Jonathan. Ti piacciono i ragazzi, sei gay…”. E giù battute e parolacce. Forse i suoi compagni non capivano fino in fondo quanto lo ferivano con quelle frasi, ma per Matteo, 16 anni, seconda superiore in un grande istituto tecnico, quel tormentone durato un anno e mezzo è stato troppo. E un marted ha deciso di farla finita prima una coltellata al petto, poi il volo dalla finestra di casa, al quarto piano di un quartiere residenziale.”.

NOTE Nel 2007, nei giorni in cui si celebravano le esequie del giovane Matteo, morto suicida a seguito delle angherie omofobe dei suoi compagni di scuola, i cristiani omosessuali di Kairos di Firenze,sconvolti da questa assurda tragedia, lanciavano l’idea di dar vita a una veglia in memoria di tutte le vittime dell’omofobia chiedendosi “Possibile che i nostri pastori cattolici, solitamente cos loquaci in tema di omosessualit , non abbiano per lui una parola?” Nascevano cos, nel 2007, le veglie ecumeniche per le vittime dell’omofobia.
Anche a Napoli da allora, ogni anno, la domenica successiva al 17 maggio, giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia (International Day Against Homophobia and Transphobia) promossa dall’Unione europea, ci si impegna nell’organizzare un’ora di condivisione con la citt , grazie ai volontari di cristiani LGBTIQ del Gruppo Ponti Sospesi di Napoli.
La Veglia non è un momento di ripiegamento su se stessi per piangersi addosso, ma per testimoniare che è possibile sperimentare un salto qualitativo anche nei rapporti interpersonali, accrescere il livello di reciprocit , costruire un modo più adulto nei tessuti comunitari in grado di superare malintesi, schematismi, precomprensioni, insomma, quel logoramento e quella stanchezza alimentati dal sospetto reciproco che crea solo desiderio di lontananza; per ricordare che c’è chi ancora non ha sperimentato tutto questo e che tutti siamo coinvolti affinch possa affermarsi un nuovo stile nei rapporti individuali e comunitari.