Torna a Napoli il premio letterario Elsa Morante e torna con il giusto sostegno della Regione Campania. Anzi, no non ci sono fondi, non si può fare. Si potrebbe riassumere cos la storia recente e paradossale di una delle iniziative culturali più importanti e prestigiose del nostro territorio, che negli ultimi due anni ha subito pesantemente le conseguenze di umilianti “singhiozzi istituzionali”.
Un iter di grandi annunci di garanzie offerte e poi ritrattate iniziato nel 2007 quando i fondi regionali destinati al premio letterario non vengono ridotti ma addirittura azzerati l’iniziativa, rimasta orfana della sua terra è costretta a emigrare a Roma e basta un attimo alla Regione Lazio per capirne lo spessore e garantirne il supporto. L’edizione capitolina è un successo e come per le precedenti l’attenzione internazionale è forte, ma è ancora intenso il legame con Napoli e con Procida qui nasceva il premio ventuno anni fa ed è per questo che Dacia Maraini, presidente della giuria, si attiva per far ripristinare i fondi campani.
La risposta della Regione è immediatamente positiva, il Governatore Bassolino promette. Ma il 2007-2008 è un biennio difficile per Napoli ed è l’anno dei grandi eventi, come il Teatro Festival Italia, che catalizzano attenzione e denaro, facendosi manifesto di una sorta di nouvelle vague politica. Le certezze cominciano a vacillare ma non crollano del tutto, poi, circa un mese fa, il no definitivo. "Questo restare sospesi fino all’ultimo ci ha penalizzato moltissimo ", spiega Tjuna Notarbartolo, direttrice del premio – L’edizione di quest’anno era prevista per settembre, il venir meno della Regione Campania ci ha costretto ad uno slittamento pesante il premio si far  al Teatro Argentina di Roma il 15 dicembre". Ma la conseguenza più pesante è un’altra “Adesso è tardi anche per sperare nel sostegno economico della Regione Lazio perch i bilanci sono chiusi da tempo, quindi possiamo solo cercare sponsorizzazioni private”. E aggiunge “Quando la cultura non si lascia condizionare dalla politica, questa la teme e viene meno il sostegno istituzionale”.
L’amarezza è forte ma il premio ha le spalle larghe, spalle forti dell’esperienza di chi l’ha costruito dall’interno senza improvvisazioni e favoritismi, con coerenza. Un peccato grave per Napoli farselo sfuggire.
Del resto la scena culturale cittadina con tutte le sue ombre è ritratta a tinte forti proprio in “Tango Elettrico” il romanzo di Tjuna Notarbartolo uscito quest’anno per Borrellli editore. Limitato definirlo un racconto erotico guardando oltre la vicenda sentimentale della protagonista si scoprono infatti le difficolt  e la tenacia di chi in citt  vorrebbe semplicemente fare cultura. Tra le pagine la fiction sembra lanciare un messaggio di sfida alle ingerenze della politica reale quando la protagonista, alle prese con l’organizzazione di un premio letterario sentenzia non posso mica tagliarmi le vene per l’arrogante incivilt  di questi politici di provincia.

Per saperne di più, www.premioelsamorante.it

Elsa Morante, indimenticabile autrice