Qualcuno ha detto che Napoli è uno stato d’animo e chi riesce a percepirlo non lo vuole perdere. E cos c’è chi rimane a Napoli, nonostante tutto, e chi è lontano, ma attraverso la sonorit  della lingua napoletana mantiene vivo quello stato d’animo.
Questa è la storia di Gianfranco Narracci pugliese di nascita, toscano di adozione e musicista che si alimenta della magia della lingua e della musica partenopea. Ancora ragazzo, a Monopoli, ascoltava Pino Mauro e Mario Trevi, quest’ultimo, dotato di una voce tipicamente napoletana, era stato il primo interprete di “Indifferentemente” , di Mazzocco – Martucci , e Gianfranco anche se non capiva il testo si lasciava prendere da quella melodia.
La vera folgorazione la ha a diciassette anni con la musica folk della Nuova Compagnia di Canto Popolare, fondata a met  anni sessanta da Carlo D’Angiò, Eugenio Bennato, Roberto De Simone e Giovanni Mauriello , nata con l’intento di riproporre le radici musicali dell’autentica tradizione popolare napoletana e campana.
Poi a diciotto anni parte per Firenze e come seguendo inconsapevolmente un percorso di vita si ritrova a Piazza della Signoria ad ascoltare musica popolare. La musica lo prende, lui la suona a orecchio perch non la sa ne’ scrivere ne’ leggere e da autodidatta impara a suonare la chitarra e i tamburi a cornice. Da fan segue i concerti della Nuova Compagnia di Canto Popolare e aduno di questi, vicino Rimini, viene invitato sul palco a suonare un pezzo con il suo tamburo.
Un elemento della Nuova Compagnia, Il Maestro napoletano Paolo Raffone, rimarr  a contatto con Gianfranco e dall’alchimia di quell’incontro si svilupperanno insegnamenti di vita e di umilt  che lo accompagnano ancora. Inizia poi, nel 2004, un nuovo viaggio musicale con la formazione del gruppo etnico – mediterraneo ” Medilatina “, la loro musica di carattare ” cantautorale ” è legata alla tradizione popolare mediterranea, fisiologico intreccio di elementi musicali e contaminazioni.
Nel 2005 esce l’album” Festa e Musica “con i testi e le musiche di Gianfranco e gli arrangiamenti del suo amico Paolo Raffone, ma ha bisogno di nuovi orizzonti per contornare di musica le sue sensazioni. Con un percussionista africano, Brahima Dembel, nasce il gruppo Malibra – Medilatina che fa musica contaminata usando, balafon e djembe. Se c’è tanta ricerca nella musica di Gianfranco, c’è anche un punto di riferimento che è stata la sua ispirazione, la musica e la canzone napoletana.
Ancora fa concerti e interpreta ” Malafemmina “e ” Io te vurria vasa’ “, o canzoni sue come ” Pensann’ a sta’ terra” perch , dice Gianfranco, la sonorit  della lingua napoletana è poesia pura e Napoli è fascino assoluto. Infine conclude la nostra chiacchierata dicendo che lui ha bisogno di tornare a Napoli per trovare sempre nuove ispirazioni e per portare con s i sorrisi della gente.

Per saperne di più
www.facebook.com/MalibraMedilatina?fref=ts

In foto, il gruppo Malibra – Medilatinae un ritratto di Gianfranco Narracci