Processo Cuocolo di nuovo alla ribalta. Il primo dei grandi dibattimenti che mise alla sbarra la camorra agli inizi del Novecento viene illuminato da una nuova scoperta. L’occasione per parlarne l’ha creata il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro Ernesto Esposito che con il polo archivistico dell’ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi ha organizzato, al Convento di San Domenico Maggiore di Napoli, in collaborazione con l’associazione S/carte, l’incontro pubblico “Gennaro Abbatemaggio o’ cucchiariello” al centro del dibattito, il ritrovamento nell’archivio storico dell’ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi della cartella clinica della “gola profonda” Gennaro Abbatemaggio che inguaiò con le sue dichiarazioni il capo della camorra del quartiere di Vicaria “Erricone” e compagni per un delitto mai commesso, l’omicidio di Gennaro Cuocolo e di sua moglie Maria Cutinelli. La cartella, datata 1956, non è stata mai citata dai numerosi studiosi e ricercatori che si sono occupati del fatto.
Al dibattito sono intervenuti Anna Sicolo, direttrice del Polo Archivistico Sanitario, Giovandomenico Lepore, gi  procuratore della Repubblica, Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, l’avvocato Vincenzo M. Siniscalchi, , Isaia Sales, docente di storia delle mafie, Michela Sessa, direttore archivio di stato di Avellino, Francesco Rizzo, colonnello e Milly Coppola, psichiatra dell’Asl Napoli 1 Centro, nonch figlia del medico che ebbe in cura Abbatemaggio, moderati dal giornalista Rai Luigi Carbone.

Il manicomio nasce come luogo di reclusione di persone che deviano dagli stili di vita che la societ  considera “normali”.
E’ la societ , nei suoi continui mutamenti nel corso degli anni, a stabilire chi è pazzo e chi no. Pazzo viene considerato Caccioppoli, genio antifascista; pazzo è Emilio Caporali, attentatore di Francesco Crispi; pazzi sono artisti, malavitosi e femministe, rinchiusi, analizzati e schedati, con le loro vere o presunte patologie psichiche. L’archivio del Bianchi svela quindi frammenti di storia italiana. E dalla lettura di alcune di queste cartelle cliniche nasce l’idea di un progetto culturale che mira a far conoscere l’esistenza dell’archivio storico dell’ospedale psichiatrico, proponendo una riflessione, attraverso l’analisi delle sue cartelle, su alcuni momenti importanti e spesso oscuri della storia d’Italia.
Il ritrovamento nell’archivio storico del Leonardo Bianchi della cartella clinica di Gennaro Abbatemaggio consente di osservare da vicino la complessa figura del primo pentito di camorra. Ricoverato per la prima volta il primo febbraio del ’56, chiedendo “spontaneamente” il ricovero, viene dimesso il 27 febbraio dello stesso anno. Anche il secondo ricovero, durato solo un mese nel 1957 sar  volontario, e Abbatemaggio lo giustifica come «un momento di sconforto causato sia dalla situazione economica precaria […] sia dal fatto che dopo il suo ultimo intervento nel processo Montesi non vi è stata più pubblicit  sul suo conto e si è sentito come abbandonato ed inutile al mondo per cui voleva suicidarsi».

Il ricovero di Abbatemaggio avvenne, quindi, a ridosso dell’affaire Montesi di cui l’Abbatemaggio, scontata la pena carceraria inflittagli nel processo Cuocolo, si dichiarò protagonista informato e diretto ma occulto, ritornando cos nuovamente agli onori della cronaca.
Dai documenti in cartella clinica, inoltre, si rileva che i due ricoveri a breve distanza l’uno dall’altro e la diagnosi di pazzia furono sollecitati esplicitamente da Abbatemaggio per la paura di vendette relative a sue rivelazioni sul caso Montesi.
Non bisogna dimenticare che, d’altra parte, il processo Cuocolo, in cui Abbatemaggio aveva appunto rivestito un ruolo fondamentale, era stato un evento mediatico senza precedenti vengono scritti i primi saggi sulla camorra, tra cui quello del giovane Ferdinando Russo; quando il processo inizia a Viterbo, il Mattino manda i suoi giornalisti a filmare le sedute processuali; questi filmati vengono poi proiettati a Napoli nella Galleria Umberto I la sera stessa. Le testate si dividono in appassionati scontri tra “garantisti” e “innocentisti”. Abbatemaggio cavalca l’onda mediatica e diventa “manager” di se stesso oltre a diventare un personaggio pubblico, diventa “consulente sulla camorra” per registi e scenografi.
Questo convegno e lo studio delle fonti archivistiche si rivelano, quindi, una occasione per riguardare un pezzo importante della Storia italiana e per invitare ad un sempre maggiore spirito critico sulle vicende della nostra attualit .

Nelle foto, Abbatemaggio ricoverato al Bianchi e i camorristi nel gabbione durante il processo Cuocolo che si svolse a Viterbo tra il 1911 e il 1912