Guide turistiche italiane sul piede di guerra. E’ colpa della crisi? No, a farle infuriare davvero è il Parlamento europeo che ne mette in discussione l’esistenza. Come? Nel pentolone della politica di Bruxelles cuoce la revisione della Direttiva 2005/36 sul “Riconoscimento delle qualifiche professionali”. Per dirla in breve, il risultato sarebbe quello di consentire agli stranieri (anche a cittadini non europei) di arrivare nel Belpaese e poter mostrare a turisti e visitatori le bellezze monumentali della dolce terra dantesca senza averne un’idea. Perch con la tessera professionale europea in tasca conta la parola dello Stati di origine che la rilasciano ( anche di quelli senza regolamentazione) e non c’è bisogno di almeno due anni di esperienza professionale.
Una semplificazione assoluta che rischia di ridicolizzare la figura della guida ma anche di impoverirne il servizio. Questo vale per lavori temporanei o stabili. E allora la questione che gira tra gli addetti ai lavori è questa ” In Italia sono stati censiti 500.000 Beni Culturali. Per la vastit  del patrimonio culturale, le leggi italiane prevedono che una guida abbia un’abilitazione provinciale, in alcuni casi regionale. Come farebbe una guida targata all’europea a essere all’altezza del compito?”. Eh s, perch potrebbe non sapere nulla della sua civilt  millenaria e malmenarla, in un momento in cui , nell’incertezza di un presente traballante, l’Italia ha più che mai bisogno di mostrare il passato (si spera ancora) inossidabile.
E allora, per discuterne e mettere in moto una strategia che faccia definitivamente inciampare l’intenzione di Bruxelles, accompagnatori, guide e agenzie si sono dati appuntamento nella sala del parlamentino delle Camera di commercio di Napoli in piazza Bovio domenica 19 aprile dove sono stati invitati gli assessori campani del turismo nonch il presidente della Camera di commercio, Maurizio Maddaloni. A fare il punto sulla situazione nell’incontro (moderato dal presidente provinciale e regionale Confesercenti Vincenzo Schiavo)saranno Vincenzo Baguzzi (rappresentante Sindacale Uiltucs), Pietro Melziade (associazione guide turistiche regione Campania), Paolo Cappelli ( Federagit), Nino Fiorentino (CGL).
Ma il problema riguarda un po’ tutti. Sulla strada intrapresa dal Parlamento europeo cammina anche il concetto di “accesso parziale” a una professione. Che non esclude quella di pilota civile . Voi vi sentireste al sicuro su un aereo nelle mani di un comandante di volo a met ? Se il tarlo della preoccupazione si sta insinuando nei vostri pensieri, esprimetelo in una mail indirizzata a g.castellano@palazzochigi.it oppure g.castellano@governo.it. Sperando che l’appello sia ascoltato.

Nella foto di Nando Calabrese, un suggestivo scorcio del lungomare partenopeo