Duecento anni dopo la nascita degli Stati Uniti, nel 1976 iniziava la sua fortunata vicenda il Quartetto Emerson, formazione tra le più autorevoli sulla scena cameristica internazionale. I quattro musicisti, che amano suonare in piedi, fatta eccezione per il violoncellista, ovviamente, hanno affrontato ( nel concerto napoletano di Castel Sant’Elmo del 19 novembre organizzato dall’associazione Scarlatti) innanzitutto sei brani tratti da “Cyprise” (“I cipressi”) di Antonin Dvorak, tutti molto semplici e, in qualche momento, addirittura ingenui. Le pagine, concepite inizialmente come Lieder per voce e pianoforte furono ispirate a un amore giovanile.
Ben più significativo il quartetto “Sonata a Kreutzer”di Leòs Janacek. Il riferimento alla celebre sonata di Beethoven è perfino scontato, anche se non si sostanzia di riferimenti ai temi dell’illustre predecessore, ma piuttosto di rinvii alla novella di Tolstoj, basata sul tema della gelosia, che rode il protagonista quando comprende che l’intesa tra la moglie e un amico violinista non è solo di carattere artistico: desiderio, passione, sospetto, gelosia si fondono in un caleidoscopio di emozioni che rendono questa pagina interessante e suggestiva, soprattutto se ad eseguirla sono musicisti cos affiatati e rigorosi come i quattro dell’Emerson.
La pagina nella quale le doti interpretative della formazione cameristica hanno offerto il meglio di s è quella che ha chiuso il concerto, “Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla Croce” di Franz Joseph Haydn. La composizione è apparentemente semplice, ma non a caso gli studiosi hanno voluto vedere in questa il punto di svolta della produzione di Haydn: dopo di questa, infatti inizia la stagione delle grandi sinfonie, delle messe, dei quartetti più imponenti, che hanno reso giustamente celebre l’autore.

TORNA MANTRA DI STOCKHAUSEN

Una Napoli culturalmente ricettiva ascoltava Mantra la sera del 9 marzo 1976, proposta dal duo pianistico Bruno Canino- Antonio Ballista, al Teatro Mediterraneo. Il pubblico – costituito in prevalenza da giovani – era incantato dall’atmosfera. Quei giovani estatici non erano soltanto ascoltatori: celebravano il rito collettivo della condivisione ideologica che il sacerdote Stockhausen officiava. A distanza di più di trenta anni, in ricordo del compositore da poco scomparso, la Associazione Alessandro Scarlatti ripropone questo monumentale brano gioved 26 novembre alle ore 21 nell’ Auditorium di Castel Sant’ Elmo, affidandolo ai medesimi esecutori.
Con "Mantra" emerge il dilemma, insoluto, dell’ultimo Stockhausen: quello di una musica, che al di l  dei problemi posti e risolti sul piano strettamente musicale. Mantra si libra in una dimensione temporale altra.
La fine del nostro secolo svuotata di furori ideologici – continua ad additare in Stockhausen un inesauribile inventore di soluzioni linguistiche e compositive. Al pari di Cage e di altre emblematiche figure di artisti del Novecento egli fu un sensibilissimo percettore di cambiamenti di costume: musicale o ideologico che fosse.

Prezzo del biglietto: euro 28, 21 e 18 intero, 8 ridotto giovani.
Per informazioni: www.associazionescarlatti.it

info@associazionescarlatti.it
Infoline . 081 406011 081 406011

In foto, il Quartetto Emerson