Mostri uccisori di bambini, di Francesco Bruno e Francesca Lonero (Armando Curcio Editore, pagg. 159, Euro 14,90) è un libro che tenta di andare alla radice “personologica” di soggetti che hanno ucciso minori, sapendo distinguere tra il disturbo mentale e la mera delinquenza.
I due autori, l’uno neuropsichiatra e criminologo e l’altra laureata in Psicologia clinica e di comunit , distinguono efficacemente i motivi degli atti omicidiari, che vanno dalla presenza di sindrome maniaco-depressiva scaturita da vuoto interiore o da angoscia abbandonica, da allucinazioni imperative che si manifestano con voci o visioni allucinatorie (Dio o Satana), dal piacere di uccidere provando una sorta di orgasmo emotivo, oppure per manifestare potere sulla vittima fino togliergli la vita, o per fini chiaramente sessuali.
La prima delle otto storie è quella di Gilles de Rais, un uomo malvagio e assetato di sangue. Fu arrestato il 15 settembre del 1440, nelle prigioni di Nantes.
Il barone si faceva procurare le giovani vittime dai suoi servitori questi li adescavano tra la povera gente con la promessa di un tozzo di pane e di una vita dignitosa. Tra i suoi collaboratori vi era un certo Etienne Corrillaut, ventiduenne scampato egli stesso alla morte per la sua bellezza, costretto a diventare l’amante ed il servitore perpetuo del condottiero.
L’efferatezza di Gilles è spaventevole.Prima di compiere il rituale del suo “desiderio libidinoso” appendeva con le sue mani i giovanissimi con cappi al collo fino a fargli perdere coscienza. Una volta raggiunto l’orgasmo li uccideva, talvolta decapitandoli, sgozzandoli o addirittura squartandoli. Li sceglieva tutti belli e recideva loro la vena del collo per vedere zampillare il sangue, sembrava essere più questo il godimento che l’atto carnale in s.
Il 25 ottobre 1440 la corte ecclesiastica lo condannò all’impiccagione. Il giorno dopo l’esecuzione ebbe seguito.
Il corpo del maresciallo, considerato il serial killer più feroce di tutti i tempi, riposò nella chiesa di Notre Dame du Carmel fino al tempo della Rivoluzione francese, quando i rivoluzionari estrassero le ossa dalla tomba per gettarle in strada.
Il libro scorre con le incredibili quanto assurde storie di Marybeth Tinning che uccide ben 9 figli in quindici anni, del mostro di Foligno, Luigi Chiatti, del figlicidio di Tullio Brigida di Laura, Armandino e Luciana, il mnage a trois del caso della piccola Maria Geusa, il piccolo Tommaso Onofri ucciso nel 2006 e infine questo ambiguo personaggio di Matthias Schepp, che fa sparire le sue due gemelline, Alessia e Livia, senza dire dove per far soffrire la moglie e madre Irina per il resto dei suoi giorni sulla terra.
Tutte storie criminali che hanno per sfondo omicidi di infanti e minori, per mano di disturbati, psicopatici, personalit  grigie, uomini e donne repressi, depressi dalla vita.
L’intuizione di questo lavoro, oltre che una novit , prevede l’intervista a Francesco Bruno su ognuna delle storie, dove emerge il profilo di ogni omicida cos come tratteggiato dalle relazioni psichiatriche, dai resoconti giudiziari e da un’ ulteriore descrizione di quelle personalit  secondo i canoni dell’esperienza dei due autori.
Insomma, una appendice che vede e narra ciò che non sappiamo di quelle storie. Una originalit  consapevole e critica su un terreno non facile che esplora i territori della psiche umana.

In foto, la copertina del libro