I progetti faciloni di ascesa sociale di un immobiliarista, il sogno di una vita diversa di una donna ricca e infelice, il desiderio di un amore vero di una ragazza oppressa dalle ambizioni del padre. E poi un misterioso incidente, in una notte gelida alla vigilia delle feste di Natale, a complicare le cose e a infittire la trama corale di un film dall’umorismo nero che si compone come un mosaico."Il Capitale umano”, l’ultimo film di Paolo Virz nelle sale di tutta Italia da questo fine settimana. Il film, distribuito in 350 copie da 01 Distribuiton, e presentato a Napoli al cinema Filangieri.

Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen Amidon, ambientato in un sobborgo residenziale del Connecticut, il lungometraggio vede un cast stellare
(tra gli attori Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Luigi Lo Cascio). Ed è uno dei protagonisti a raccontare qualche curiosit  «Tra me e Paolo Virz spiega Bentivoglio ci sono da anni trascorsi e amicizia ma non era ma capitato di lavorare insieme, era inevitabile chiamarmi per un film ambientato in Lombardia, la mia terra. Il Capitale umano scarseggia e spesso sconfina nel disumano, interpreto infatti un padre senza scrupoli che azzarda un investimento finanziario sulla propria figlia».

Una guerra tra ricchi e poveri in cui pare che a perdere siano sempre i secondi.
«Qui perdono tutti, Paolo racconta le storie mai con un bianco e nero, con un perdente e un vincente. I personaggi sono smodatamente normali, sono campionari di una mostruosit  nostrana, siamo anche noi, quello che siamo diventati. Il mio personaggio ha tratti opachi, cinici e negativi ma anche lui ha un carico di disperazione che si porta dietro nella sua disumanit », racconta Fabrizio Gifuni.
Un film che gi  prima di uscire nella sale aveva suscitato non poche critiche e polemiche, soprattutto nell’ambiente leghista e padano in seguito alle dichiarazioni del regista che aveva scelto per l’ambientazione «un paesaggio che mi sembrasse gelido, ostile e minaccioso». Polemiche pretestuose e deboli definite dai due attori. «Gli stereotipi dicono ci rassicurano sulla complessit  di ogni essere umano che è difficile da raccontare, la forza del film sta nell’esserci riuscito. L’argomento trattato riguarda tutto il mondo, a questo punto si dovrebbero offendere ovunque».

In foto, Bentivoglio e Gifuni durante la presentazione del film al cinema Filangieri