Le ferite gliele curer  il mare che l’ha vista nascere. Partenope ne è convinta. La sua citt  ce la far  e risorger  dagli abissi, vincendo la sfida del futuro. Ha un’alleata forte e determinata. Una signora bionda (grecista) che scrive versi teneri e struggenti e siede nella cabina di comando della più antica scuola nautica d’Europa. Angela Procaccini, al suo secondo anno di navigazione alla guida del Duca degli Abruzzi (insieme di due istituti, il tecnico trasporti e logistica di via Pozzuoli e quello professionale di via Malta) guarda a sponde lontane. Sostenuta dalla forza di docenti e alllievi che hanno affidato alle onde il loro destino.
Dai vetri della cabina di regia, l’azzurro marino di Bagnoli le sussurra l’energia per il viaggio intrapreso con il suo equipaggio. Sorriso gentile e grinta da comandante, apre le porte della scuola e mostra ai cronisti i suoi gioielli.
Al piano terra, il museo del mare dove Antonio Mussari che lo dirige accoglie i visitatori con la trepidazione e l’amore di un padre che consegna i propri figli allo sguardo di estranei.
PARTENOPE E THETYS
Dal Giappone con curiosit  e desiderio di conoscenza arrivano schiere di turisti per visitare sale accessibili per un biglietto di soli 2 euro. Dove diari di bordo, fotografie, libretti di navigazione, bussole, sestanti restituiscono la memoria di emozioni mai sopite e di esperimenti unici al mondo. Come quello della nave asilo Caracciolo dove, all’inizio del secolo scorso, oltre settecento scugnizzi impararono a navigare nella vita, abbandonando le distrazioni della strada.

Partenope
guarda Tethys, la ninfa che ha dato il nome alla Fondazione del museo, le strizza l’occhio, la prende per mano. Sa che insieme ce la faranno, a portare i figli di Napoli al largo, oltre l’emergenza, verso un orizzonte di produttivit  e occupazione. A partire da questi spazi dove la formazione salper  presto con la storia sul San Giuseppino, veliero donato da Rita Aymone Cat, realizzando la volont  del fratello Giovanni che, con questa magnifica imbarcazione (ora in restauro a Torre del Greco) esplorò l’Antartide.
Il mare bagna Napoli e le offre nuove opportunit . Sono molti i giovani che ne hanno l’intuizione. Una previsione che sta contagiando le ragazze, sempre più convinte che tra i fiordi, il sibilo del vento e la rabbia di una tempesta, il coraggio e il sangue freddo abbiano bisogno anche di volti femminili.
MISSIONE POSSIBILE
Fiducia, entusiasmo, dinamismo. Tre parole illuminate dall’ottimismo per una missione possibile la rinascita di una citt  decisa a puntare sul porto e sulla sua capacit  di creare opportunit  di occupazione.
Il Duca degli Abruzzi prende il nome da Luigi Amedeo d’Aosta, autore di spedizioni e iniziative che lo resero celebre nel mondo, dal Polo Nord a un progetto di sperimentazione agricola in Somalia. Una realt  scolastica che offre immediati sbocchi professionalidalla marina mercantile (gli ufficiali italiani sono dovunque i più richiesti) all’universit  e alle agenzie marittime.
Tra simulatori di navigazione e stage su navi da crociera, cresce la passione e la voglia di abbattere luoghi comuni che offuscano l’immagine dei napoletani. E, in queste aule, gli studenti si preparano da cittadini di domani.

L’EVENTO / UNA GIORNATA D’IMPEGNO ALLA STAZIONE MARITTIMA

Mare, istituzioni, scuola, multiculturalit . Una giornata di impegno sociale e culturale per i cittadini di domani, organizzata dall’ Istituto Duca degli Abruzzi e da Thetys Fondazione Museo del mare. Marted 7 giugno, ore 10, Stazione marittima di Napoli.

Intervengono Diego Bouchè, Giuseppe Amoroso, Andrea De Martino, Paolo D’Amico. Alle 11.30 sul piazzale antistante la Stazione marittima, si esibir  la fanfara a cavallo della polizia di Stato, diretta da Silverio Mariani

In foto (di Maria Volpe Prignano), Angela Procaccini e l’esterno dell’istituto Duca degli Abruzzi, in via di Pozzuoli

Per saperne di più
www.itnipiaducabruzzi.it