Dopo una ripida e impervia salita sterrata, la luce è fioca ma il portone è ben visibile, siamo a Lauro, in provincia di Avellino, e quello è il maniero feudale dei Lancellotti risalente all’XI secolo. Il cortile è circondato da alberi di limoni, unico colore in una notte illuminata solo dalla luna. Un castello che si presta perfettamente a un racconto di paura con tanto di fantasmi di cui si narra la presenza. l che per tre giorni ha preso vita la storia di follia e omicidi del crudele Coldango e del suo padrone il Duca Cosimo Bonfante “Il Castello della Paura – II edizione” realizzato dal gruppo "Il Demiurgo", grazie all’ospitalit  della Pro Lauro.
Un gruppo di attori ha accompagnato i visitatori alla scoperta del castellocoinvolgendoli in uno spettacolo itinerante e interattivo tra morti viventi, volti sfregiati e budella sanguinanti che riportavano gli spettatori alle fosche vicende di un tempo passato. Salvatore Grasso, nei panni del Demiurgo, ha accompagnato i suoi ospiti tra le sale del castello in un viaggio nel terrore, raccontando le terribili gesta del Duca Cosimo Bonfante, interpretato dall’attore e regista Francescantonio Nappi.
La storia affonda nell’esplorazione della follia di un uomo che diventa carnefice dei suoi più cari affetti. I visitatori passano dalla sala d’armi alle altre sale del castello, fin sopra la terrazza che domina Lauro e ascoltano una storia che si materializza davanti ai loro occhi con tutte le sfumature di un horror da incubo.
Gli spettatori vivono il racconto temendo l’arrivo, in ogni istante, di qualche sorpresa che li spaventi e paralizzi, complice l’ottimo lavoro dei truccatori dei vari personaggi ammazzati dal crudele carnefice che in prima persona raccontano la propria disavventura.
Tinta di rossa come il sangue che sgorga dalle ferite dei protagonisti, la danza macabra e infernale di ballerine che al ritmo di un incalzante tamburo lambivano i presenti. Un’ora per assaporare il gusto del terrore in una fosca cornice fuori del tempo.

In foto, il castello e la messinscena realizzata dal gruppo "Il Demiurgo"